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STRUMENTI Il CAVV-CSV di Venezia vuole fornire il maggior numero di strumenti che facilitino le attività delle associazioni del Terzo Settore. Questa sezione diventa una sorta di cassetta degli attrezzi per il mondo del volontariato e per tutti coloro che attivamente si mettono al servizio per creare, organizzare e gestire al meglio le proprie attività volontaristiche.

In questa sezione sono riportati i principali atti normativi in materia di  Volontariato e Terzo Settore, che è possibile leggere e scaricare. Il Centro di Servizio per il Volontariato, nonostante il continuo aggiornamento, non garantisce  l'aggiornamento con le ultime modifiche normative, pertanto si consiglia di integrare la consultazione con i testi della legislazione nazionale e regionale nelle edizioni cartacee della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e del Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.  

 

Circolare 14 ottobre 1998 Disposizioni esplicative D.M. 8 ottobre 1997 sulla costituzione dei Fondi Speciali per il Volontariato Circolare 15 maggio 1996 Linee guida per l’avvio dei Comitati di Gestione, dei Ge e dei Centri di Servizio per il Volontariato Circolare 19 agosto 2005 n. 39e Deducibilità fiscale delle erogazioni liberali alle Onlus Circolare 19 maggio 1998 n. 127e Adempimenti da parte delle organizzazioni di volontariato Circolare 22 dicembre 2000 Comunicazione ai Comitati di Gestione dei fondi per il volontariato Circolare 24 novembre 2000 n. 213e Irpef – Redditi di natura finanziaria – Redditi di capitale – Modifiche alla disciplina Circolare 25 febbraio 1992 n. 3 Agevolazioni fiscali introdotte dalla legge quadro sul volontariato Circolare 26 gennaio 2001 n. 9e T.U. dirette – Onlus – Risposte ai quesiti Circolare 26 giugno 1998 n. 168e Disposizioni riguardanti le Onlus Circolare 28 dicembre 1999 n. 244e Trattamento degli immobili – Detassazione Circolare 30 novembre 2000 n. 217e Acquisti delle organizzazioni di volontariato Circolare 31 dicembre 2001 n. 107e T.U. dirette – Reddito di impresa – Erogazioni liberali per progetti culturali – Deducibilità Circolare 9 aprile 2009 n. 12e Enti Associativi e norme in materia di Onlus Codice Civile, Libro I, Titolo II, Capo II Delle Associazioni e delle Fondazioni D. 8 ottobre 1997 Costituzione dei Fondi Speciali per il Volontariato D. Lgs 30 giugno 2003 n. 265 Regolamento recante modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 novembre 2002 nr. 294, concernente disposizioni di attuazione dell’art. 4 del Decreto Legge 23 novembre 2001 nr. 411, convertito con modificazioni dalla Legge 31 dicembr D. Lgs 4 dicembre 1997 n. 460 Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale D. Lgs. 24 marzo 2006 n. 155 Disciplina dell’impresa sociale, a norma della legge 13 giugno, n. 118 D. Lgs. 3 agosto 2009 n. 106 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro D.L. 14 marzo 2005 n. 35 Disposizioni urgenti nell’ambito del piano di adozione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale D.Lgs. 14 novembre 1997 Disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. D.M. 14 febbraio 1992 Visto l’art. 4 della Legge 11 agosto n. 266, legge quadro sul volontariato, in particolare il comma II, che prevede l’individuazione, con Decreto del Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, di meccanismi assicurativi semplificati con po D.M. 16 novembre 1992 Modificazioni del D.M. 14.02.1992 concernente le modalità relative all’obbligo assicurativo per le associazioni di volontariato D.M. 18 luglio 2003 n. 266 Regolamento per l’uso della denominazione di onlus D.M. 21 novembre 1991 n. 292 Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni D.M. 25 maggio 1995 Criteri per l’individuazione delle attività commerciali svolte e produttive marginali svolte dalle organizzazioni di volontariato D.M. 8 ottobre 1997 Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni D.P.C.M. 30 marzo 2001 Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell’art. 5 della legge 08.11.2000, nr. 328 D.P.R. 10 febbraio 2000 n. 361 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione di modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto 8n. 17 dell’allegato 1 della Legge 15 marzo 1997 n. 59) D.P.R. 22 Dicembre 1986 n. 917 (T. U. I. R.) Titolo II Imposta sul reddito delle società – Capo I Soggetti passivi e disposizioni generaliTitolo II Imposta sul reddito delle società – Capo III Enti non commerciali residenti D.P.R. 29 Settembre 1973 n. 600 Art. 20 Scritture contabili degli enti non commercialiArt. 20 bis Scritture contabili delle onlusArt. 23 Ritenuta sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendenteArt. 24 Ritenuta sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendenteArt. 25 Ritenuta sui L. 11 agosto 1991 n. 266 Legge quadro sul volontariato L. 27 febbraio 2004 n. 46 Conversione in legge, con modificazioni del D.L. 24.12.2003 n. 353, recante disposizioni urgenti in materia di tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali L. 31 dicembre 1996 n. 675 Legge sulla privacy L. 7 aprile 2003 n. 80 Delega del Governo per la riforma del sistema fiscale L. 7 dicembre 2000 n. 383 Disciplina delle associazioni di promozione sociale L. 8 novembre 2000 n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Legge finanziaria 2003 Art. 90 Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale Risoluzione 10 gennaio 2002 n. 6e T.U. dirette – Tutela di interesse artistico e storico – Istanza d’interpello – Onlus Risoluzione 14 novembre 2002 n. 356e T.U. dirette – Tributi diversi e locali – Spese di pubblicità e rappresentanza – Istanza d’interpello Risoluzione 16 marzo 1999 n. 41e Pubblicità – Gare sportive per disabili pubblicizzate mediante locandine Risoluzione 17 aprile 2001 n. 49e Iva – Corrispettivi percepiti per il prestito di copie films – Regime applicabile Risoluzione 17 luglio 2002 n. 234e T.U. dirette – deducibilità delle erogazioni liberali – istanze d’interpello Risoluzione 17 settembre 2002 n. 306e Agevolazioni T.U. dirette IVA – Veicoli adibiti – Spese di ripartizione Risoluzione 18 marzo 2002 n. 46e T.U. dirette – Operazioni esenti – non operatività della presunzione di cessione – Istanze d’interpello Risoluzione 18 settembre 2001 n. 130e T.U. dirette – Anagrafe Onlus – Unione periferica – Iscrivibilità delle strutture periferiche Risoluzione 19 luglio 2002 n. 242e T.U. dirette – Accertamento – Trasferimento partecipazione della sfera istituzionale a quella commerciale di ente ecclesiastico – Istanza di interpello Risoluzione 19 marzo 2002 n. 90e Operazioni imponibili – Operazioni esenti da imposte – Istanza di interpello Risoluzione 20 novembre 2002 n. 363e T.U. dirette – Agevolazioni – Onlus – Soggettività tributaria delle sezioni autonome – Quesito Risoluzione 21 maggio 2001 n. 75e Irpeg – Onlus – Attività istituzionali ed attività connesse Risoluzione 24 gennaio 2001 n. 5e T.U. dirette – Contenzioso – Trattamento fiscale vendita all’asta delle opere ricevute a titolo di liberalità – Quesito Risoluzione 24 giugno 2002 n. 205e Esenzione dall’imposta per i corsi di formazione per discipline sportive – Istanza d’interpello Risoluzione 26 settembre 2001 n. 136e Accertamento – T.U. dirette – IVA – Istanze di interpello Risoluzione 3 luglio 2001 n. 104e Accertamento – Pagamento di dividendi – Problematiche Risoluzione 4 marzo 2002 n. 70e Irpeg – Irap accertamento associazione culturale senza scopo di lucro – Esatta applicazione delle norme – Istanza d’interpello Risoluzione 9 settembre 2002 n. 292e T.U. dirette – Agevolazioni – Onlus – Attività beneficenza

La qualifica di Ets

 

COS'È

L’ente del terzo settore (Ets) è una delle principali novità della riforma. Si tratta di una nuova qualifica giuridica costituita per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro (nel caso delle imprese sociali, con deroghe alla distribuzione degli utili), mediante lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità, o di produzione o scambio di beni o servizi. Si tratta di enti privati, con o senza personalità giuridica, iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts).

 

COME FUNZIONA

La qualifica di Ets è facoltativa, ma è requisito fondamentale per entrare nel nuovo sistema del “terzo settore” che consente di accedere a una serie di agevolazioni fiscali (con alcune differenze per le imprese sociali) e prevede anche il rispetto di nuove regole di controllo e di funzionamento.

Per diventare Ets è necessario iscriversi al registro nazionale del terzo settore, avendone i requisiti richiesti e, se necessario, adeguando lo statuto al codice del terzo settore entro il 3 agosto 2019. In caso di estinzione o scioglimento, gli Ets sono obbligati a devolvere il patrimonio. Possono anche costituire un patrimonio per uno specifico affare.

 

CHI COINVOLGE

Possono essere Ets:

 

CHI ESCLUDE

Gli enti esclusi dalla riforma sono:

  • amministrazioni pubbliche (istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello stato a ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, come ad esempio l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le agenzie governative);
  • formazioni e associazioni politiche;
  • sindacati;
  • associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche;
  • associazioni di datori di lavoro;
  • enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti.

Nello specifico, per direzione si intende l’imposizione della volontà del capogruppo, in sostituzione della volontà controllata.

Per coordinamento si fa riferimento all’influenza sulle azioni delle controllate per impedire attività confliggenti.

Per esercitare controllo, infine, si deve avere:

  • la maggioranza di voti in assemblea ordinaria
  • influenza dominante per voti in assemblea ordinaria
  • influenza dominante per vincoli contrattuali.

La nuova normativa non si applica alle fondazioni di origine bancaria che sono normate dalla relativa legge.

Nota: L’attuale normativa elimina la qualifica fiscale di Onlus.

 

CASI SPECIFICI

ENTI CIVILMENTE RICONOSCIUTI

Gli enti religiosi dotati di personalità giuridica riconosciuta dallo stato italiano, se decidono di iscriversi al Runts, sono sottoposti a un regime speciale all’interno del codice del terzo settore. Comprendono sia gli enti cattolici che quelli derivanti da altre confessioni religiose.

I primi sono nello specifico diocesi, parrocchie, istituti universitari, accademie, collegi e altri istituti ecclesiastici e religiosi o per la formazione nelle discipline ecclesiastiche, chiese aperte al culto pubblico, santuari, fabbricerie, associazioni religiose (istituti religiosi e società di vita apostolica), confraternite, associazioni pubbliche di fedeli, fondazioni di culto, l’istituto centrale per il sostentamento del clero e gli istituti diocesani e interdiocesani per il sostentamento del clero.

A questi enti si applicano le norme del codice ma devono costituire un “ramo” destinato alle attività di interesse generale previste dalla norma.

Sono obbligati a:

  • dotarsi di un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che recepisca le norme del codice, depositato nel registro unico nazionale del terzo settore;
  • costituire un patrimonio destinato a queste attività;
  • distinguere le scritture contabili.

Per quanto riguarda le attività diverse, si applicano le disposizioni fiscali previste dal Testo unico delle imposte sui redditi. Gli enti religiosi non sono obbligati a riportare l’indicazione di ente del terzo settore o Ets nella denominazione.

 

ASSOCIAZIONI SPORTIVO DILETTANTISTICHE (ASD)

Le Asd che scelgono, pur avendo i requisiti soggettivi, di non iscriversi al Runts, fanno riferimento alla normativa precedente che rimane in vigore e che prevede differenti trattamenti fiscali. Le Asd possono essere iscritte contemporaneamente sia al registro del Coni che al Runts.

 

ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE (ONG)

Le Ong riconosciute idonee dalla legge 48 del 1987 e poi inserite nell'elenco delle organizzazioni della società civile (Osc) secondo la legge 125 del 2014, secondo la riforma sono iscritte al Runts, previo aggiornamento dello statuto. Le Ong possono essere iscritte contemporaneamente al registro del Maeci e al Runts.

Le Ong riconosciute idonee dalla legge 48 del 1987 e poi inserite nell'elenco delle organizzazioni della società civile (Osc) secondo la legge 125 del 2014, se desiderano essere iscritte al Runts, debbono provvedere all’adeguamento dello statuto a quanto previsto dal codice del terzo settore. Le Ong possono essere iscritte contemporaneamente sia al registro della Aics (Agenzia italiana cooperazione sviluppo) sia al Runts.

 

PROTEZIONE CIVILE

Anche se sottoposti a direzione e coordinamento da amministrazione pubblica, possono essere Ets anche i soggetti costituiti come Odv operanti della Protezione civile.

 

CORPI VOLONTARI DEI VIGILI DEL FUOCO DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO E DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Nonostante siano sottoposti al controllo dell’amministrazione pubblica, possono essere Ets.

 

COOPERATIVA SOCIALE E CONSORZI

Pur essendo Ets, fanno riferimento alla relativa disciplina delle cooperative sociali.

 

SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO, ASSOCIAZIONI ANTI USURA, BANDE E FILODRAMMATICHE, ENTI DI MICROCREDITO

Pur essendo Ets, rimangono disciplinati dalle relative leggi.

In base alle attività generali svolte, altri Ets possono essere sottoposti a normative specifiche.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

Obbligo di iscrizione al registro unico nazionale, previo adeguamento dello statuto al codice del terzo settore.

La denominazione sociale deve contenere l’indicazione di ente del terzo settore o l’acronimo Ets e deve essere usata negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico. La denominazione Ets può essere sostituita nei casi in cui è possibile aggiungere le locuzioni Odv, Aps, impresa sociale o ente filantropico.

Vietata la distribuzione anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo. Per le imprese sociali il divieto è attenuato.

È vietato l’uso dell’indicazione ente del terzo settore o dell’acronimo Ets o di locuzioni equivalenti o ingannevoli da parte di soggetti diversi dagli enti del terzo settore. L’utilizzo illegittimo dell’indicazione di ente del terzo settore, di associazione di promozione sociale, di organizzazione di volontariato o ente filantropico oppure i corrispondenti acronimi, Ets, Aps e Odv, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

Gli Ets sono obbligati a tenere i libri sociali e il bilancio d’esercizio o rendiconto (a seconda del tipo di ente). L’obbligo di bilancio sociale è riservato agli enti del terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro. Gli Ets con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 100mila euro annui devono pubblicare sul proprio sito internet o su quello della rete associativa a cui aderiscono, emolumenti, compensi o corrispettivi attribuiti a qualsiasi titolo ai componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ai dirigenti e agli associati.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La norma introduce una nuova qualifica giuridica, l’Ets, che ricomprende quelle preesistenti. Un ente ha comunque la possibilità di specializzarsi e diventare una delle nuove Odv, Aps, imprese sociali, ente filantropico, ecc.

Vengono introdotte le reti associative, finora assenti nel panorama giuridico italiano e spariscono le Onlus, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che dovranno scegliere se iscriversi o meno al Runts.

Viene rinnovata l’impresa sociale, che comprende – con alcune differenze – le cooperative sociali. Le imprese sociali possono essere costituite in forme diverse, anche di società, e hanno una limitata deroga nella redistribuzione degli utili e hanno accesso a una serie di agevolazioni fiscali.

 

ENTRATA IN VIGORE

Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.  

 

REGIME TRANSITORIO

Agli enti già esistenti prima della entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) continuano ad applicarsi le norme preesistenti. Agli enti costituiti dopo si applicano già le nuove norme.

 

 

Attività di interesse generale e diverse

 

COS'È

Una delle condizioni necessarie per assumere la qualifica di ente del terzo settore (Ets), è quella di svolgere, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale per il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Le attività che possono essere di interesse generale sono elencate in modo puntuale dal legislatore e sono svolte secondo le relative normative di riferimento. La gestione gratuita (o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi) o meno delle attività di interesse generale influisce principalmente ai fini della disciplina fiscale, sulla definizione di ente commerciale o non commerciale.

Gli Ets possono esercitare anche attività diverse da quelle generali, a patto che siano indicate nell’atto costitutivo o nello statuto e siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, secondo criteri definiti con decreti ministeriali. Le attività secondarie vengono stabilite in base al rapporto tra l’insieme delle risorse, anche volontarie e gratuite, impiegate in tali attività rispetto e quelle impiegate nelle attività di interesse generale.

Sulla loro gestione, è atteso un decreto ministeriale di chiarimento. 

 

COME FUNZIONA

Gli Ets possono svolgere le seguenti attività di interesse generale:

  • interventi e servizi sociali e per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili;*
  • interventi e prestazioni sanitarie;
  • prestazioni socio-sanitarie; *
  • educazione, istruzione e formazione professionale e le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa; *
  • interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, e alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo*;
  • interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; *
  • formazione universitaria e post-universitaria;
  • ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale;
  • radiodiffusione sonora a carattere comunitario; *
  • organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  • formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
  • servizi strumentali ad enti del terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del terzo settore;
  • cooperazione allo sviluppo; *
  • attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale*, nello specifico un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata, situata solitamente in un paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata. Il rapporto deve essere finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato prevede il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;
  • servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone svantaggiate, con disabilità, beneficiarie di protezione internazionale o senza fissa dimora; *
  • alloggio sociale e ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi; *
  • accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
  • agricoltura sociale; *
  • organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;
  • beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate; *
  • promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  • promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti *, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi * e i gruppi di acquisto solidale *;
  • cura di procedure di adozione internazionale; *
  • protezione civile; *
  • riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Tale elenco può essere aggiornato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

* fanno riferimento a una specifica normativa.

 

CHI COINVOLGE

Tutti gli Ets, con le rispettive differenze per imprese sociali e cooperative sociali.

 

CASI SPECIFICI         

Le imprese sociali possono svolgere tutte le attività di interesse generale elencate, tranne:

  • beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate;
  • promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  • promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi e i gruppi di acquisto solidale;
  • cura di procedure di adozione internazionale;
  • protezione civile.

Le imprese sociali, inoltre, possono svolgere anche attività di microcredito. Nel caso dell’impresa sociale, si intende svolta in via principale l'attività per la quale i relativi ricavi siano superiori al 70% dei ricavi complessivi dell'impresa sociale.

Le cooperative sociali, invece, possono svolgere le attività indicate dalla legge di riferimento, in particolare:

  • la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
  • lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

Le attività sono indicate nell’atto costitutivo o nello statuto.

La natura secondaria e strumentale delle attività diverse da quelle di interesse generale deve essere documentata dall'organo di amministrazione nella relazione di missione o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

Nell’ambito delle attività, viene definita per la prima volta la raccolta fondi, come il “complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale”. A tal proposito, la norma autorizza a effettuare la raccolta fondi anche attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.

L’ente che non svolga, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale perde la qualifica di ente del terzo settore.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Nelle normative precedenti si faceva riferimento al concetto di “attività di utilità sociale”, ovvero di un’attività rivolta al singolo soggetto svantaggiato. Nella riforma del terzo settore, si parla di “attività di interesse generale”, ponendo così attenzione ai bisogni dell’intera società civile.

Alle attività di interesse generale tipiche delle Onlus si aggiungono l’housing sociale, il commercio equo solidale, la radiodiffusione a carattere comunitaria, inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura sociale.

 

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017 per quanto riguarda gli enti del terzo settore e dal 20 luglio 2017 per le imprese sociali.

 

NORMATIVA TRANSITORIA

Gli enti costituito dopo la entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) devono già conformarsi alle presenti disposizioni. Per gli enti costituiti prima di tale data e fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continua ad applicarsi la normativa precedente relativa all'iscrizione degli enti nei registri onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale. Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.    

Le disposizioni fiscali menzionate si applicano agli enti iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea (imposta dalla disciplina dell’Unione Europea sugli aiuti di stato) e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di operatività del registro unico nazionale del terzo settore.

 

 

Tipologie di ETS (D.LGS. 117/17)

 

La Riforma del Terzo Settore e il Codice del Terzo Settore individuano 7 tipologie differenti di Ente di Terzo Settore ognuna delle quali ha delle proprie specificità. 

 

Tipologie di Ente di Terzo Settore previste dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/17) sono:

  • Organizzazioni di volontariato – ODV
  • Associazioni di promozione sociale – APS
  • Altri Enti del terzo settore – ETS
  • Enti filantropici – EF
  • Reti associative
  • Imprese Sociali – IS, comprensive delle Cooperative sociali
  • Società di mutuo soccorso – SMS

 

 

 

 

ODV – organizzazione di volontariato

 

COS'È

Le organizzazioni di volontariato (Odv) sono enti del terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o meno, che svolgono attività di interesse generale prevalentemente a favore di terzi (non necessariamente svantaggiati) avvalendosi in modo prevalente dell'attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.

Tutti gli Ets possono avvalersi di volontari, ma Odv e Aps (associazioni di promozione sociale) sono gli enti che se ne devono avvalere in modo prevalente per lo svolgimento delle loro attività. La principale differenza tra Odv e Aps è che la prima non svolge attività né esclusivamente né prevalentemente a favore dei propri soci. 

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, le Odv fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

BASE ASSOCIATIVA

Una Odv deve essere costituita da un numero minimo di 7 persone fisiche o almeno 3 Odv.

Se questo requisito viene meno, c’è tempo un anno per reintegrare la base associativa o iscriversi in un’altra sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Se il termine non viene rispettato, l’ente viene direttamente cancellato dal Runts.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Odv è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Odv ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Odv.

 

ATTIVITÀ

Le Odv possono svolgere le seguenti attività:

  • attività di interesse generale in modo esclusivo o prevalente (e caratterizzante);
  • attività diverse in via accessoria e non prevalente;
  • raccolta fondi per le attività di interesse generale;
  • raccolta fondi speciali svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità di mercato: vendita (senza intermediari) di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fine di sovvenzione; cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari, a patto che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione; somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
  • gestione del proprio patrimonio, mobiliare e immobiliare.

 

VOLONTARIATO E LAVORO

Le Odv devono svolgere le proprie attività di interesse generale avvalendosi principalmente di volontari, i quali non possono essere in nessun caso retribuiti.

Le Odv possono avvalersi di lavoratori (dipendenti, autonomi o di altra natura) esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori non può essere superiore al 50% del numero dei volontari.

componenti degli organi sociali, invece, non possono mai essere retribuiti, eccezion fatta per i membri dell’organo di controllo.

 

AGEVOLAZIONI

Le Odv sono destinatarie di una serie di misure di sostegno.

I crediti delle Odv, inerenti allo svolgimento delle attività di interesse generale, godono di privilegio generale sui beni mobili del debitore. Il privilegio generale sui beni mobili è una forma di tutela di determinati crediti: questo significa che le Odv hanno un titolo di preferenza rispetto agli altri creditori non privilegiati e quindi di potersi soddisfare prima sul ricavato della vendita dei beni mobili in occasione di espropriazione forzata dei beni, di procedure concorsuali e di conseguente distribuzione del prezzo fra i creditori (purché i beni mobili non siano stati venduti a terzi).

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Aps e le Odv, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, solo se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.

Per le attività realizzate in convenzione con enti pubblici è consentito solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Sono escluse tutte le attribuzioni a titolo di maggiorazione, accantonamento, ricarico o simili. Il rimborso dei costi indiretti deve essere imputato solo alla quota parte relativa all’attività in oggetto della convenzione.

In questo caso, alle Odv si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

 

CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO (CSV)

Le Odv hanno diritto ad avere la maggioranza dei voti in ciascuna assemblea dei centri di servizio per il volontariato. Inoltre, esprimono almeno un membro nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e due negli Organismi territoriali di controllo (Otc) sui Csv.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

 

DENOMINAZIONE SOCIALE

Deve contenere l'indicazione di organizzazione di volontariato o l'acronimo Odv.

L'indicazione illegittima della locuzione di organizzazione di volontariato o l'acronimo Odv, oppure di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dalle organizzazioni di volontariato. La pena è il pagamento di una sanzione che va da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

 

RUNTS

Per godere dei benefici previsti dalla normativa, un’Odv deve essere iscritta nell’apposita sezione del Runts. Le Odv già iscritte ai registri territoriali vengono iscritte d’ufficio a quello nazionale: gli enti pubblici provvedono a comunicare i dati in loro possesso fino al giorno precedente all’operatività del registro. Gli uffici del Runts avranno poi 6 mesi di tempo per verificare l’effettivo possesso dei requisiti. Le Odv che verranno cosi iscritte d’ufficio, nel caso non desiderassero rimanere iscritte nel Runts, dovranno presentare domanda di cancellazione.

Le nuove Odv costituite dopo la operatività del Runts dovranno presentare domanda di iscrizione.

 

ORGANI SOCIALI E AMMINISTRAZIONE

Tutti gli amministratori delle organizzazioni di volontariato sono scelti dall’assemblea tra le persone fisiche associate oppure indicate, tra i propri associati, dagli enti associati. Non può essere nominato amministratore, un interdetto, inabilitato, fallito o chi è stato condannato a una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi.

Ai componenti degli organi sociali, ad esclusione di quelli dell’organo di controllo, potrà essere corrisposto esclusivamente il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata nello svolgimento della loro funzione.

Le modifiche di statuto di adeguamento alla nuova normativa (e solo quelle) possono essere votate in assemblea ordinaria.

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Odv e le Aps, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato. I servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza possono essere, in via prioritaria, oggetto di affidamento in convenzione alle Odv, iscritte da almeno sei mesi nel Runts, aderenti ad una rete associativa nazionale, ed accreditate ai sensi della normativa regionale in materia.

In questo caso, alle Odv si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

Le convenzioni possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale delle spese effettivamente sostenute e documentate.

 

RISORSE ECONOMICHE

Per lo svolgimento e il funzionamento delle attività, le Odv possono avere le seguenti entrate:

  • quote associative;
  • contributi pubblici e privati;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rendite patrimoniali;
  • raccolte fondi;
  • attività diverse da quelle di interesse generale, nei limiti previsti dalla normativa.

 

REGIME FISCALE / ASPETTI SPECIFICI

Attività non commerciale

La normativa prevede per tutti gli Ets una serie di attività che vengono considerate non commerciali secondo specifici criteri. Per le organizzazioni di volontariato e gli enti filantropici a queste attività se ne aggiungono delle altre che, se svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, non vengono considerate commerciali, e sono:

  • vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito, curandone direttamente l’attività;
  • cessione di prodotti dagli assistiti e dai volontari, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione;
  • somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale.

 

Attività commerciale

Le misure fiscali per le Odv sono tra le più agevolate. Le Odv possono svolgere in modalità commerciale le loro attività e possedere partita Iva.

Per il calcolo delle imposte dovute è prevista l’opzione per un regime forfettario agevolato.

 

Donazioni

Solo per le Odv la detraibilità delle erogazioni delle persone fisiche è pari al 35% della somma erogata. Per quanto riguarda le deduzioni, le persone fisiche possono dedurre le erogazioni fino al 10% del reddito complessivo dichiarato, così come gli enti e le aziende.

 

Imposta di registro

Gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle Odv sono esenti dall'imposta di registro. Per le altre agevolazioni si fa riferimento alla normativa generale per gli Ets.

 

CASI SPECIFICI

Le organizzazioni di volontariato di protezione civile sono sottoposte alla relativa normativa.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

 

COSTITUZIONE

Possono essere Odv solamente le associazioni, riconosciute e non: prima potevano assumere la forma giuridica che ritenevano più adeguate (tra cui le fondazioni).

 

BASE ASSOCIATIVA

È stato introdotto un numero minimo di associati, pari a 7 persone o almeno 3 Odv.

 

ATTIVITÀ SVOLTE

Prima della riforma una Odv poteva essere tale solamente se operava nell’ambito della solidarietà (quindi rivolgendosi ad esempio a soggetti svantaggiati o comunque versanti in condizione di difficoltà). Le Odv possono svolgere attività in uno o più ambiti previsti dal codice del terzo settore, dove sono menzionate anche attività diverse, quali ad esempio quelle culturali o educative. Una Odv, infatti, può perseguire non solo finalità solidaristiche, ma anche civiche e di utilità sociale.

 

LAVORO

Viene introdotto il limite di lavoratori impiegati (non superiore al 50% del numero dei volontari): con la normativa precedente il limite era fissato al regolare funzionamento dell’Odv oppure al numero occorrente per qualificare o specializzare l’attività svolta. Questo profilo prima era regolato in modo diverso da ogni regione o provincia autonoma.

 

REGISTRO

Finora esisteva solo il registro di cui si dotata la singola Regione, ciascuno disciplinato con modalità diverse. Ora vi è un registro unico nazionale, omogeneo nelle modalità e criteri di funzionamento.

 

APS – Associazione di Promozione Sociale

 

COS'È

L’associazione di promozione sociale (Aps) è una particolare categoria di ente del terzo settore (Ets) costituita in forma di associazione, riconosciuta o meno, che svolge attività di interesse generale a favore dei propri associati (in forma esclusiva o meno), i loro familiari o a terzi. Si avvale prevalentemente dell’attività volontaria dei propri associati o delle persone aderenti ai propri enti associati. Le Aps si differenziano dalle organizzazioni di volontariato (Odv) in base ai destinatari delle attività svolte.

 

CHI ESCLUDE

Non possono acquisire la qualifica di Aps i circoli privati e le associazioni che

  • prevedono limitazioni di tipo discriminatorio (economico o altro) per l’ammissione di nuovi soci;
  • prevedono il diritto di trasferimento della quota associativa;
  • collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

A esclusione degli aspetti specificati, le Aps fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

BASE ASSOCIATIVA

Si tratta di associazioni formate da almeno 7 soci persone fisiche o da almeno 3 soci che siano a loro volta Aps. La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che sia specificato nell’atto costitutivo e solo se il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Aps.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Aps è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Aps ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

 

ATTIVITÀ

Le Aps possono svolgere le seguenti attività (anche in forma di impresa):

  • attività di interesse generale;
  • attività diverse in via strumentale e secondaria e non prevalente;
  • raccolta fondi per le attività di interesse generale;
  • raccolta fondi speciali svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità di mercato: vendita (senza intermediari) di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fine di sovvenzione; cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari, a patto che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione; somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
  • gestione del proprio patrimonio, mobiliare e immobiliare;
  • somministrazione di alimenti e bevande, anche a fronte del pagamento di corrispettivi specifici, se si tratta di associazioni iscritte all’apposito registro per le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno;
  • organizzazione di viaggi e soggiorni turistici.

Per queste ultime due voci, il vincolo è che si tratti di attività strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, che siano rivolte ai propri soci e soggetti assimilati, che non vengano utilizzati strumenti pubblicitari o di diffusione di informazioni a soggetti terzi, diversi dagli associati.

 

VOLONTARIATO E LAVORO

Le Aps si devono avvalere istituzionalmente di volontari. Sono loro che devono svolgere principalmente le attività di interesse generale e non possono essere in nessun caso retribuiti.

A eccezione di questa regola generale, solo nel caso in cui ciò sia necessario per lo svolgimento dell’attività di interesse generale e il perseguimento delle finalità, le Aps ricorrere a lavoratori, dipendenti o autonomi o di altra natura, che possono essere anche soci dell'ente. Il numero dei lavoratori, in ogni caso, non può superare il 50% del numero di volontari (non più di 5 persone retribuite ogni 10 volontari, ad esempio) o il 5% del numero dei soci (non più di 5 persone retribuite ogni 100 soci).

 

AGEVOLAZIONI

Le Aps sono destinatarie di una serie di misure di sostegno.

I crediti delle Aps, inerenti allo svolgimento delle attività di interesse generale, godono di privilegio generale sui beni mobili del debitore. Il privilegio generale sui beni mobili è una forma di tutela di determinati crediti: questo significa che le Odv hanno un titolo di preferenza rispetto agli altri creditori non privilegiati, e quindi di potersi soddisfare prima sul ricavato della vendita dei beni mobili in occasione di espropriazione forzata dei beni, di procedure concorsuali e di conseguente distribuzione del prezzo fra i creditori (purché i beni mobili non siano stati venduti a terzi).

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Aps e le Odv, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, solo se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.

Per le attività realizzate in convenzione con enti pubblici è consentito solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Sono escluse tutte le attribuzioni a titolo di maggiorazione, accantonamento, ricarico o simili. Il rimborso dei costi indiretti deve essere imputato solo alla quota parte relativa all’attività in oggetto della convenzione.

In questo caso, alle Aps si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

BASE ASSOCIATIVA

Se il requisito del numero di soci (almeno 7 persone fisiche o 3 Aps) viene meno, c’è tempo un anno per reintegrare la base associativa o iscriversi in un’altra sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Se il termine non viene rispettato, l’ente viene direttamente cancellato dal Runts. Le modifiche di statuto di adeguamento alla nuova normativa (e solo quelle) possono essere votate in assemblea ordinaria entro il 3 agosto 2019.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Aps è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Aps ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

 

DENOMINAZIONE SOCIALE

Deve contenere l'indicazione di associazione di promozione sociale o l'acronimo Aps. L’utilizzo illegittimo della locuzione associazione di promozione sociale o dell'acronimo Aps, di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata in modo improprio da soggetti diversi. La pena è una sanzione pecuniaria che va da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

 

RUNTS

Un’Aps, per essere considerata tale, deve essere iscritta nell’apposita sezione del registro unico nazionale degli Ets. Le Aps già iscritte ai registri territoriali vengono iscritte d’ufficio al Runts: gli enti pubblici provvedono a comunicare i dati in loro possesso fino al giorno antecedente all’operatività del registro.

 

REGIME FISCALE / ASPETTI SPECIFICI

ATTIVITÀ NON COMMERCIALI

Per le Aps, sono considerate non commerciali:

  • le attività istituzionali svolte dietro corrispettivo specifico nei confronti degli associati e dei familiari conviventi degli stessi; ovvero degli associati di altre associazioni che svolgono la medesima attività, ovvero nei confronti di enti composti in misura non inferiore al 70% da enti del terzo settore;
  • le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati e a familiari e ai conviventi degli stessi verso pagamento di corrispettivi specifici, se in attuazione di scopi istituzionali:
  • la somministrazione di alimenti e bevande effettuata presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale da bar ed esercizi similari, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici quando sono attività strettamente complementari alle attività istituzionali ed effettuate nei confronti degli associati, familiari e conviventi, e non si avvalgono di strumenti pubblicitari/diffusione di informazioni a terzi, diversi dagli associati;
  • le attività di vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, se la vendita è curata direttamente dall’organizzazione e sia svolta senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato.

 

ATTIVITÀ COMMERCIALI

Le Aps possono svolgere attività commerciali, classificate come tali qualora non rispettino i requisiti di cui al precedente paragrafo.

Per il calcolo delle imposte dovute è prevista l’opzione per un regime forfettario agevolato.

Si considerano invece comunque commerciali, ai fini delle imposte sui redditi, le cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, le somministrazioni di pasti, le erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore, le prestazioni alberghiere, di alloggio, di trasporto e di deposito e le prestazioni di servizi portuali e aeroportuali nonché le prestazioni effettuate nell'esercizio delle seguenti attività:

  • gestione di spacci aziendali e di mense;
  • organizzazione di viaggi e soggiorni turistici;
  • gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
  • pubblicità commerciale;
  • telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari.

 

DONAZIONI

Le detrazioni dell’imposta sul reddito imponibile la donazione effettuata a favore delle Aps segue la regola relativa a tutti gli Ets.

 

CASI SPECIFICI

Come già più sopra segnalato, la base associativa di una Aps può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che sia specificato nell’atto costitutivo e solo se il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Aps. Nel caso di enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni che associano un numero non inferiore a 500 Aps tale limite non si applica.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

FINALITÀ

La normativa precedente alla riforma affidava alle Aps il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale; con la riforma del terzo settore, le finalità vengono ricondotte a quelle previste per la generalità degli Ets. Infatti, devono perseguire, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale.

 

COSTITUZIONE

Viene specificato nella nuova normativa che la forma di associazione deve essere riconosciuta o non riconosciuta.

 

BASE ASSOCIATIVA

Viene posto un limite quantitativo dei soggetti che costituiscono la nuova Aps.

 

DENOMINAZIONE

Si introduce l’obbligo di indicare la sigla Aps nella denominazione.

 

ENTRATA IN VIGORE

La normativa entra in vigore dal 03 agosto 2017.

Gli aspetti fiscali, invece, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione Europea e comunque non prima del periodo di imposta successivo a quello in cui il registro unico nazionale diventerà operativo.

Prima di tale data, continua ad applicarsi il regime fiscale preesistente.

 

NORMATIVA TRANSITORIA

Fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continua ad applicarsi la normativa precedente che fa riferimento all’iscrizione nei registri delle associazioni di promozione sociale.

Entro il termine del 30 giugno 2020, le Aps possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria per:

  • adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili;
  • introdurre clausole che escludono l'applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante una specifica clausola statutaria.

Per le Aps che si costituiscono dal 3 agosto 2017 in poi lo statuto deve essere già conforme alle norme del codice del terzo settore per quanto riguarda le indicazioni applicabili in via diretta e immediata, escluse, quindi, quelle derivanti dall’istituzione del registro unico nazionale del terzo settore.

Tutte le disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali si applicano in via transitoria a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino al periodo d'imposta di entrata in vigore delle disposizioni fiscali. La stessa decorrenza vale per le indicazioni su detrazioni e deduzioni.

 

ATTENZIONE!

– La registrazione di atto costitutivo e statuto è possibile solo DOPO aver ottenuto il codice fiscale  
 Entro 60 giorni DALLA COSTITUZIONE dell’associazione è necessario compilare e inviare il MODELLO EAS 

 

ETS - Altri enti del terzo settore

 

COS'È

Entro tale categoria (che vedrà una propria apposita sezione nel registro unico nazionale del terzo settore - Runts) rientreranno tutti gli enti che non troveranno adeguata collocazione nelle altre sezioni del registro.

 

CHI COINVOLGE

Il codice del terzo settore chiarisce che le sue disposizioni si applicano, nei casi in cui non sono derogate e in quanto compatibili, anche alle categorie di enti del terzo settore (Ets) che hanno una disciplina particolare, diversa da organizzazione di volontariato (Odv), associazione di promozione sociale (Aps) o impresa sociale (es. Ong, Asd, associazioni bandistiche, etc.), ma per le quali non è prevista una apposita sezione nel Runts.

Le norme del codice del terzo settore si applicano agli enti religiosi civilmente riconosciuti limitatamente allo svolgimento delle attività di interesse generale, a condizione che per tali attività adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che recepisca le norme del codice – salvo quelle di cui il codice stesso esclude l’applicazione – e sia depositato nel registro unico nazionale del terzo settore.

Per lo svolgimento di tali attività deve essere costituito un patrimonio destinato e devono essere tenute separatamente le scritture contabili.

Inoltre, rientrano nel terzo settore i soggetti operanti nel settore della protezione civile e i corpi volontari dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano e della Regione autonoma della Valle d'Aosta.

Oltre agli enti, appena menzionati, la categoria degli “altri enti del terzo settore” serve a comprendere anche soggettività non categorizzate dalla legge. Per questo, la previsione degli “altri enti” serve ad aggiungere un fattore di flessibilità alla normativa, introducendo una “porta aperta” a nuovi tipi di enti che stanno nascendo e potrebbero nascere in futuro, dalla vitalità del non profit.

 

CHI ESCLUDE

Il codice del terzo settore non si applica alle fondazioni bancarie, pur trattandosi di enti che concorrono al perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Inoltre, non fanno parte del terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche. Sono escluse anche le amministrazioni pubbliche, intese in senso lato, comprese le istituzioni educative, le aziende pubbliche e loro consorzi e associazioni, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale.

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, gli altri enti di terzo settore fanno riferimento alla normativa generale degli Ets

 

CASI SPECIFICI

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti sono soggetti ad alcune regole particolari, rispetto agli altri enti di terzo settore. A essi, infatti, non si applica:

  • l’obbligo delle imprese sociali di prevedere negli statuti forme di coinvolgimento nelle decisioni dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività;
  • le norme sull’azione di responsabilità contro gli amministratori;
  • le norme sul diritto degli associati o degli aderenti di esaminare i libri sociali;
  • l’obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ad altri enti del terzo settore costituiti e operanti da almeno tre anni o ai fondi per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali, secondo le disposizioni statutarie;
  • la regola per cui nelle imprese sociali il volontariato è ammesso, ma può essere utilizzato solo in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.

Inoltre, il codice prevede che negli enti di terzo settore la nomina di uno o più amministratori può essere attribuita anche a enti religiosi.

 

ENTRATA IN VIGORE

3 agosto 2017

 

REGIME TRANSITORIO

Fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale.  Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate. 

 

EF - Ente filantropico

 

COS'È

L’ente filantropico è un ente del terzo settore (Ets) sotto forma di associazione riconosciuta (quindi in possesso di personalità giuridica di diritto privato) o fondazione con la finalità di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale. Il vincolo della personalità giuridica è dettato dalla necessità di avere un patrimonio adeguato.

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, gli enti filantropici fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione o fondazione.

 

CHI ESCLUDE

Sono escluse le fondazioni di origine bancarie, disciplinate da apposita normativa.   

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

ATTIVITÀ

Gli enti filantropici possono erogare denaro, beni e servizi, anche di investimento a sostegno di:

  • categorie di persone svantaggiate;
  • attività di interesse generale.

Pertanto l'attività può essere svolta o a diretto beneficio di persone o a sostegno delle attività di Ets. 

 

REGISTRO UNICO NAZIONALE DEL TERZO SETTORE (RUNTS)

Un ente filantropico, per essere considerato tale, deve essere iscritto nell’apposita sezione del registro unico nazionale del terzo settore.

 

COSTITUZIONE E ORGANI SOCIALI

Nei suoi atti costitutivi indica i principi di riferimenti quali la gestione, la raccolta fondi, le modalità di erogazione e di investimento a sostegno degli enti del terzo settore a cui devono attenersi.

 

RISORSE ECONOMICHE

Le risorse economiche necessarie allo svolgimento della propria attività derivano principalmente da contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali e attività di raccolta fondi da impiegare per il raggiungimento degli scopi statutari.

 

REGIME FISCALE / ASPETTI SPECIFICI

Attività non commerciale

La normativa prevede per tutti gli Ets una serie di attività che vengono considerate non commerciali secondo specifici criteri. Per le organizzazioni di volontariato e gli enti filantropici a queste attività se ne aggiungono delle altre che, se svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, non vengono considerate commerciali, e sono:

  • attività di vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito, curandone direttamente la vendita;
  • cessione di prodotti dagli assistiti e dai volontari, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione;
  • somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

DENOMINAZIONE SOCIALE

La denominazione sociale deve contenere l'indicazione di ente filantropico.

L’utilizzo illegittimo della dicitura ente filantropico, di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata in modo improprio da soggetti diversi. La pena è una sanzione pecuniaria che va da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

 

RUNTS

Un ente filantropico, per essere considerato tale, deve essere iscritto nell’apposita sezione del registro unico nazionale degli Ets.

 

RISORSE ECONOMICHE

L’atto costitutivo deve indicare i principi ai quali attenesti per la gestione delle risorse, la

destinazione, nonché le modalità di erogazione di denaro, beni o servizi.

 

BILANCIO SOCIALE

Gli enti filantropici sono obbligati a redigere sempre il bilancio, qualsiasi siano i ricavi, proventi o entrate, e pubblicarli sul proprio sito internet. Il bilancio deve essere redatto secondo le linee guida del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche ai fini della valutazione dell’impatto sociale. Ad oggi le linee guida non sono state ancora pubblicate.

Gli enti filantropici nel bilancio sociale devono inserire l’elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nel corso dell’esercizio e l’indicazione dei beneficiari diversi dalle persone fisiche.

 

CASI SPECIFICI

Le organizzazioni di volontariato che, a seguito della trasformazione in enti filantropici, sono iscritte nella sezione speciale del Runts, godono dell’esenzione dall’imposta sul reddito delle società sui redditi degli immobili destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività non commerciale.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Finora la stessa figura era conosciuta sotto forma di fondazioni, associazioni filantropiche e fondazioni di comunità. La riforma attribuisce agli enti filantropici una sua specifica identità, una sezione dedicata nel registro unico nazionale del terzo settore ed apposite regole fiscali.

 

ENTRATA IN VIGORE

Le disposizioni sul terzo settore entrano in vigore il 3 agosto 2017.

Le norme fiscali, invece, entreranno in vigore dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea.

Le agevolazioni (detrazioni e deduzioni) sono già in vigore dal 01/01/2018.

 

REGIME TRANSITORIO

Fino all'emanazione delle linee guida sul bilancio sociale, la sua redazione è facoltativa.

 

Rete associativa

 

COS'È

Le reti associative sono enti del terzo settore (Ets) costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, che svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli Ets loro associati e delle loro attività di interesse generale, anche allo scopo di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali.

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, le reti associative fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

BASE ASSOCIATIVA

Le reti associative sono tali se associano, anche indirettamente attraverso gli enti ad esse aderenti, un numero non inferiore a 100 Ets o, in alternativa, almeno 20 fondazioni del terzo settore, le cui sedi legali o operative siano presenti in almeno cinque regioni o province autonome.

 

CONVENZIONI

Le reti associative possono promuovere partenariati e protocolli di intesa con le pubbliche amministrazioni e con soggetti privati.

 

CASI SPECIFICI

Le reti associative nazionali associano, anche indirettamente attraverso gli enti ad esse aderenti, un numero non inferiore a 500 Ets o, in alternativa, almeno 100 fondazioni del terzo settore, le cui sedi legali o operative siano presenti in almeno dieci regioni o province autonome.

Le reti associative nazionali possono esercitare, oltre alle proprie attività statutarie, anche:

  • il monitoraggio dell'attività degli enti ad esse associati, eventualmente anche con riguardo al suo impatto sociale, e predisposizione di una relazione annuale al Consiglio nazionale del terzo settore;
  • promozione e sviluppo delle attività di controllo, anche sotto forma di autocontrollo e di assistenza tecnica nei confronti degli enti associati.

La qualifica di rete associativa nazionale è rilevante in quanto:

  • il Consiglio nazionale del terzo settore deve contenere almeno 8 rappresentanti delle reti associative nazionali ed è supportato dalle reti stesse nella propria attività di monitoraggio, vigilanza e controllo. In questo ambito, sono equiparate alle reti nazionali le associazioni del terzo settore formate da un numero non inferiore a 100 mila persone fisiche associate e con sedi in almeno 10 regioni o province autonome;
  • in presenza dei requisiti di legge, possono essere autorizzate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a esercitare funzioni di controllo sull’applicazione della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare applicabile agli enti del terzo settore, in funzione della promozione dell’autocontrollo del terzo settore.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

ORGANI SOCIALI E AMMINISTRAZIONE

I rappresentanti legali ed amministratori delle reti associative non devono aver riportato condanne penali, passate in giudicato, per reati che comportano l'interdizione dai pubblici uffici. In caso contrario, non possono essere iscritte nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts).

Gli atti costitutivi o gli statuti delle reti associative possono disciplinare il diritto di voto degli associati in assemblea. Come regola generale, ciascun associato ha un voto ma nell’atto costitutivo o nello statuto si possono attribuire più voti agli associati che siano enti del terzo settore, sino ad un massimo di cinque, in proporzione al numero dei loro associati o aderenti.

Nel caso delle reti associative, le modalità e i limiti delle deleghe di voto possono essere disciplinate anche in deroga alla regola generale.

Anche le competenze dell'assemblea possono essere disciplinate in deroga alle regole generali stabilite per le competenze dell’assemblea degli enti di terzo settore.

 

RISORSE

L'iscrizione, nonché la costituzione e l'operatività da almeno un anno, sono condizioni necessarie per l’accesso alle risorse del fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore, che in ogni caso, non possono essere destinate, direttamente o indirettamente, ad enti diversi dalle organizzazioni di volontariato, dalle associazioni di promozione sociale e dalle fondazioni del terzo settore.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La normativa riconosce e valorizza le reti associative, intese quali organizzazioni che associano enti del terzo settore, anche allo scopo di accrescere la loro rappresentatività presso i soggetti istituzionali.

 

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017 per le norme del codice del terzo settore.

 

REGIME TRANSITORIO

Ogni riferimento al Consiglio nazionale del terzo settore diviene efficace dalla data di adozione del decreto di nomina dei suoi componenti.

Ogni riferimento al registro unico nazionale del terzo settore diviene efficace dalla sua operatività.

 

IS - Impresa sociale

 

COS'È

La qualifica di impresa sociale può essere attribuita a tutti gli enti privati (inclusi quelli del libro V del codice civile, cioè società, sia di capitali che di persone) che:

  • esercitano in via stabile e principale un’attività d'impresa di interesse generale;
  • perseguano finalità civiche e solidaristiche, non abbiano scopo di lucro e pertanto limitino la quota di utili che è possibile redistribuire;
  • adottino modalità di gestione responsabili e trasparenti;
  • favoriscano il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività.

Per imprenditore si intende chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Il codice del terzo settore identifica una specifica sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts) dedicata alle imprese sociali, incluse le cooperative sociali.

 

CHI COINVOLGE

Possono essere qualificate come imprese sociali sia gli enti del Libro I del codice civile (associazioni, fondazioni), sia gli enti del Libro V e quindi le società costituite ad esempio in forma di Srl o di Spa o le cooperative. Le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali. A questi ultimi, si applica la disciplina dell’impresa sociale, quando non incompatibile con la normativa specifica.

 

CHI ESCLUDE

Non possono acquisire la qualifica di impresa sociale:

  • le società costituite da un unico socio persona fisica: tali soggetti non possono nemmeno controllare direttamente o indirettamente le imprese sociali, né esprimerne il presidente;
  • le amministrazioni pubbliche. La definizione è intesa in senso ampio, che include, tra l’altro: le aziende dello Stato a ordinamento autonomo; i consorzi e associazioni di regioni, province, comuni e comunità montane; le università; gli istituti autonomi case popolari; le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e le loro associazioni; le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale;
  • gli enti i cui atti costitutivi limitino, anche indirettamente, l'erogazione dei beni e dei servizi in favore dei soli soci o associati.

Queste realtà possono essere socie di un’impresa sociale ma non ne possono detenere il controllo.

Il fatto che i volontari debbano essere minoritari (oltre che operare in modo complementare e non sostitutivo rispetto ai lavoratori retribuiti), rende di fatto incompatibile la qualifica di impresa sociale con le organizzazioni di volontariato, nella quali i volontari devono essere prevalenti.

Di fatto si escludono anche per le associazioni di promozione sociale che debbono realizzare le proprie attività “avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati”.

Alle imprese sociali si applicano, ove compatibili, tutte le prescrizioni previste per il terzo settore, mentre per gli aspetti non disciplinati fa fede il codice civile con riferimento alla forma giuridica dell’impresa sociale.

 

COME FUNZIONA

COSTITUZIONE E ISCRIZIONE

L'impresa sociale è costituita con atto pubblico, e gli atti costitutivi devono esplicitare il carattere sociale dell'impresa, indicando in particolare l’oggetto sociale, con specifico riferimento alle attività di interesse generale svolte e all'assenza di scopo di lucro.

L’impresa sociale deve iscriversi in un’apposita sezione del registro delle imprese, presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede legale. Tale iscrizione soddisfa il requisito dell'iscrizione nel registro unico nazionale del terzo settore.

 

BASE ASSOCIATIVA

I soci – la cui ammissione è coerente con principi di non discriminazione – devono essere persone fisiche e giuridiche, nonché pubbliche amministrazioni. È necessario, inoltre, avere un organo direzionale i cui componenti siano individuati tra i soci, mentre una parte minoritaria può anche essere individuata tra persone esterne all'ente.

 

ATTIVITÀ

Deve esercitare l’attività di impresa in modo stabile e prevalente. Deve operare per una quota pari ad almeno il 70% dei ricavi in attività di interesse generale, o anche svolgere attività diverse laddove attraverso di esse siano inseriti almeno il 30% di lavoratori svantaggiati.

Alcune attività di interesse generale previste dalla normativa generale degli enti di terzo settore, inoltre, non possono essere esercitate dall’impresa sociale.

 

LAVORO E VOLONTARIATO

La maggioranza delle persone che operano nell’impresa sociale lo deve fare nell’ambito di un rapporto di lavoro: i volontari, quindi, devono essere minoritari.

L’impresa sociale deve favorire il coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri stakeholder attraverso meccanismi consultivi e/o partecipativi, statutariamente previsti. Il coinvolgimento deve essere effettivo, e quindi prevedere meccanismi di consultazione o partecipazione che consentano a tali soggetti di esercitare un'influenza sulle decisioni dell'impresa sociale, e soprattutto su quelle che incidono sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei beni o dei servizi.

Le forme e le modalità di coinvolgimento devono essere riportate nel bilancio sociale. I lavoratori ed eventualmente gli utenti devono nominare almeno un componente dell'organo di amministrazione e uno dell'organo di controllo quando le imprese sociali non siano società cooperative a mutualità prevalente e superino due tra i seguenti limiti: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale di 2.2. milioni di euroricavi delle vendite e delle prestazioni di 4.4 milioni di euro25 dipendenti occupati in media durante l'esercizio.

L’impresa sociale deve assicurare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto nei contratti collettivi di lavoro e prevedere una differenza retributiva tra dipendenti che non superi il rapporto uno a otto, documentando come tale parametro sia effettivamente rispettato.

 

TRASPARENZA

L’impresa sociale deve adottare modalità di gestione responsabili e trasparenti; a tal fine è richiesto di tenere registrazioni contabili, redigere il bilancio di esercizio, depositarlo presso il registro delle imprese e pubblicarlo sul proprio sito internet; deve inoltre dotarsi di un collegio sindacale come organo di controllo interno statutariamente previsto, nonché, oltre a determinati limiti dimensionali, di un revisore legale.

In sostanza, un’impresa sociale deve assumere gli obblighi di trasparenza cui sono tenute le imprese. Le imprese sociali sono altresì tenute alla redazione e pubblicizzazione del bilancio sociale, indipendentemente dalla loro dimensione economica e forma giuridica. È inoltre prevista per tutte le imprese sociali una attività ispettiva che richiama la revisione cui sono sottoposte le cooperative, prevedendo che il Ministero del lavoro, oltre a svolgere tale accertamento in proprio, possa avvalersi di enti associativi riconosciuti, cui aderiscano almeno mille imprese sociali di almeno cinque diverse Regioni.

 

PATRIMONIO

In caso di trasformazione, fusione o scissione di una impresa sociale, va evitato che il patrimonio accumulato grazie all’attività svolta dall’ente mentre era configurato come impresa sociale sia reso divisibile e quindi fruibile privatamente. Quindi non è possibile, ad esempio, accumulare un patrimonio come impresa sociale e poi essere incorporati, con il proprio patrimonio, entro un’impresa for profit. Allo scioglimento dell’impresa sociale il patrimonio va devoluto, sul modello delle società cooperative, a specifici fondi.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

DENOMINAZIONE

La denominazione dell’impresa sociale, i relativi atti e la corrispondenza, devono contenere l'indicazione di “impresa sociale”. Tale indicazione, o indicazioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dalle imprese sociali.

 

STRUTTURA PROPRIETARIA E CARICHE SOCIALI

All'attività di direzione e coordinamento di un'impresa sociale si applicano, in quanto compatibili, le norme del codice civile sulla direzione e coordinamento di società e sul gruppo cooperativo paritetico. La presidenza dell’impresa sociale, inoltre, non può essere affidata neanche ai rappresentanti di società costituite da un unico socio persona fisica, amministrazioni pubbliche e gli enti con scopo di lucro.

Per direzione e coordinamento si intende il fatto che un soggetto abbia – realmente o per previsione statutaria – la facoltà di nominare la maggioranza dei componenti dell’organo di amministrazione dell’impresa sociale.

Per controllo, invece, si intende il fatto che un soggetto possa determinare la maggioranza dei voti o che comunque – grazie ai voti che detiene o a eventuali vincoli contrattuali – può esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.

In caso di violazione del divieto, le decisioni assunte sono annullabili e possono essere impugnate entro 180 giorni. L’impugnazione può essere fatta anche dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

L'atto costitutivo o lo statuto possono riservare a soggetti esterni all'impresa sociale la nomina di componenti degli organi sociali. In ogni caso, spetta comunque all’assemblea degli associati o dei soci la nomina della maggioranza dei componenti dell'organo di amministrazione. Inoltre, l'atto costitutivo deve prevedere specifici requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza per coloro che assumono cariche sociali.

 

SCRITTURE CONTABILI

L'impresa sociale deve depositare presso il registro delle imprese e pubblicare nel proprio sito internet il bilancio sociale secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto, tra gli altri elementi, della natura dell'attività esercitata e delle dimensioni dell'impresa sociale, anche ai fini della valutazione dell'impatto sociale delle attività svolte.

 

COMODATO

Per le imprese sociali non vale la possibilità – esistente per tutti gli enti del terzo settore – di ricevere in comodato da enti pubblici beni mobili e immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali.

 

ASSENZA DI SCOPO DI LUCRO

Le imprese sociali costituite in forma di società secondo le indicazioni del Libro V del codice civile (escluse quindi associazioni e fondazioni, che non possono, anche se qualificate come imprese sociali, distribuire in alcun modo utili), possono destinare eventuali utili ed avanzi di gestione a finalità diverse dallo svolgimento dell'attività statutaria o dall’incremento del patrimonio.

Come?

1) Rispetto agli altri Ets, le imprese sociali possono redistribuire gli utili entro certi limiti.

Per le imprese sociali in forma di società, questa limitata distribuzione degli utili può avvenire:

  • sotto forma di rivalutazione o aumento della quota versata dal socio, nei casi di aumento gratuito del capitale disciplinati dalla legge. Secondo la normativa, quindi, l’impresa sociale può destinare ad aumento gratuito del capitale una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi di gestione annuali (dedotte eventuali perdite maturate negli esercizi precedenti, ad aumento gratuito del capitale sociale), nei limiti delle variazioni dell'indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, calcolate dall'Istituto nazionale di statistica (Roi) per il periodo corrispondente a quello dell'esercizio sociale in cui gli utili e gli avanzi di gestione sono stati prodotti. In questo caso, il socio mantiene comunque il diritto al rimborso della quota in tal modo aumentata.
  • sotto forma di una limitata distribuzione di dividendi ai soci, anche mediante aumento gratuito del capitale sociale o l'emissione di strumenti finanziari, che può avvenire in misura comunque non superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato.

Inoltre, le cooperative sociali possono ripartire ai soci i ristorni a condizione che le modalità e i criteri di ripartizione siano indicati nello statuto o atto costitutivo. È necessario inoltre che la ripartizione degli storni ai soci sia proporzionale alla quantità o alla qualità degli scambi mutualistici e che si registri un avanzo di gestione mutualistico.

2) A tutte le imprese sociali, infine, è consentito di destinare eventuali utili ed avanzi di gestione a finalità diverse dallo svolgimento dell'attività statutaria o dall’incremento del patrimonio. In particolare, esse possono destinare:

  • una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi di gestione annuali (dedotte eventuali perdite maturate negli esercizi precedenti) a erogazioni gratuite in favore di enti del terzo settore diversi dalle imprese sociali, che non siano fondatori, associati, soci dell'impresa sociale o società da questa controllate, finalizzate alla promozione di specifici progetti di utilità sociale;
  • una quota non superiore al 3% degli utili netti annuali (al netto delle perdite maturate degli anni precedenti) ai fondi per la promozione o lo sviluppo delle imprese sociali istituiti dalla Fondazione Italia Sociale o da altri enti. Le cooperative sociali sono invece obbligate a tale destinazione.

Si ricorda, inoltre, un’impresa sociale costituita in forma di società, deve comunque destinare almeno il 50% dell’utile allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio. Questa parte di utile non è sottoposta a tassazione.

Si ricorda, inoltre, che come per tutti gli Ets, è vietata:

  • la corresponsione a amministratori, sindaci o altre cariche sociali di compensi non proporzionati all’attività svolta o comunque ai livelli di mercato;
  • la corresponsione ai lavoratori di compensi superiori oltre il 40% ai contratti di lavoro;
  • la remunerazione sopra mercato di strumenti finanziari;
  • l’acquisto di beni o servizi oltre il prezzo di mercato;
  • la cessione di beni o servizi a soci a condizioni inferiori a quelle di mercato.

In sostanza, si vuole evitare che l’utile non si formi all’origine attraverso mezzi tesi a distribuire risorse a stakeholder dell’impresa mascherandole come transazioni di mercato.

 

CASI SPECIFICI

Le cooperative sociali sono imprese sociali di diritto ma le indicazioni si applicano in misura in cui sono compatibili con la disciplina specifica; laddove invece vi siano norme specifiche relative alla forma cooperativa, come ad esempio nel caso delle attività di interesse generale, della gestione degli utili e della trasformazione della società, queste ultime prevalgono rispetto a quanto previsto in sede di disciplina dell’impresa sociale.

Agli enti religiosi civilmente riconosciuti, la disciplina dell’impresa sociale si applica limitatamente allo svolgimento delle attività di interesse generale, a condizione che per tali attività adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che recepisca la normativa valida per l’impresa sociale.

Per lo svolgimento delle medesime attività deve essere costituito un patrimonio destinato e devono essere tenute separatamente le scritture contabili.

Tali enti sono tenuti al deposito nel registro delle imprese solo del regolamento e delle sue modificazioni. Inoltre, sono esentati dall’obbligo di utilizzare l'indicazione di “impresa sociale” nella denominazione, negli atti e nella corrispondenza, nonché dall’obbligo di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività.

Non sono soggette all'obbligo di iscrizione nella sezione delle imprese sociali nel registro delle imprese le società di mutuo soccorso che hanno un versamento annuo di contributi associativi non superiore a 50.000 euro e che non gestiscono fondi sanitari integrativi.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Il codice del terzo settore provvede al riordino della disciplina sull’impresa sociale, di cui viene data definizione nella legge di delega.

Tra le novità:

  • cooperative sociali e loro consorzi acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale;
  • la nozione di interesse generale sostituisce quella di “utilità sociale”;
  • aggiunte nuove possibili attività;
  • si introducono delle eccezioni al divieto di ripartizione degli utili;
  • introdotte nuove norme sulla trasparenza e sulle scritture contabili;
  • previste forme di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività.

 

ENTRATA IN VIGORE

Dal 03 agosto 2017 per gli enti di terzo settore.

Dal 20 luglio 2017 per le indicazioni specifiche sull’impresa sociale.

 

REGIME TRANSITORIO

Le imprese sociali già costituite al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, si adeguano alla normativa entro il 30 giugno 2020. Entro il medesimo termine, esse possono adeguare i propri statuti deliberando con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria.

 

SMS - Società di mutuo soccorso

 

COS'È

Le società di mutuo soccorso sono enti di terzo settore (Ets) costituite come società senza finalità di lucro, ma che perseguono finalità di interesse generale attraverso l'esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di alcune attività, tassativamente elencate dalla legge.

La normativa richiama espressamente il principio costituzionale di sussidiarietà, che impone allo Stato e agli altri soggetti pubblici di favorire l’iniziativa autonoma dei cittadini nell’interesse generale, e quindi individua le organizzazioni civiche come referente primario e privilegiato nello svolgimento di attività di interesse generale.

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, le società di mutuo soccorso fanno riferimento alla normativa generale degli Ets.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Le attività prestate dalle società di mutuo soccorso sono esclusivamente:

  • erogazione – anche attraverso l’istituzione o la gestione di fondi integrativi del servizio sanitario nazionale – di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia, inabilità temporanea o permanente e invalidità al lavoro;
  • erogazione – anche attraverso l’istituzione o la gestione di fondi integrativi del servizio sanitario nazionale – di sussidi per spese sanitarie relative alle malattie e agli infortuni;
  • erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti;
  • erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell'improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche.
  • Inoltre, le società di mutuo soccorso possono promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici.

Le società di mutuo soccorso non possono svolgere attività di impresa.

 

CASI SPECIFICI

Le società di mutuo soccorso che hanno un versamento annuo di contributi associativi non superiore a 50.000 euro e che non gestiscono fondi sanitari integrativi sono esentate dall’obbligo di registrazione presso il registro delle imprese.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

BASE ASSOCIATIVA

Possono divenire soci ordinari le persone fisiche, ma anche altre società di mutuo soccorso, a condizione che i membri persone fisiche di queste siano beneficiari delle prestazioni rese dalla società, nonché dei fondi sanitari integrativi in rappresentanza dei lavoratori iscritti.

È ammessa la categoria dei soci sostenitori, che possono essere anche persone giuridiche. Essi possono designare sino a un terzo del totale degli amministratori, da scegliersi tra i soci ordinari.

Gli amministratori di una società di mutuo soccorso debbono essere scelti tra i suoi soci.

 

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO

La costituzione della società di mutuo soccorso e l'approvazione dello statuto debbono risultare da atto notarile. La società per acquisire la personalità giuridica deve essere registrata secondo le forme e procedure previste dalla legge, presentando domanda presso la cancelleria del Tribunale civile.

 

PUBBLICITÀ LEGALE

Nonostante il divieto di esercitare l’attività di impresa, le società di mutuo soccorso hanno l’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese, oltre che nel registro unico nazionale del terzo settore. L’iscrizione nel primo registro, infatti, è stata richiesta dalla legge dopo l’abolizione del “registro delle società”, dove erano iscritte in precedenza.

In conseguenza della registrazione, le società di mutuo soccorso godono delle esenzioni fiscali previste dalla normativa, della parificazione alle Opere pie per il gratuito patrocinio e il regime fiscale, nonché dell’esenzione da sequestro e pignoramento dei sussidi dovuti dalle società ai soci.

 

RISORSE ECONOMICHE

Le società di mutuo soccorso svolgono le attività nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie e patrimoniali, fatti salvi alcuni casi previsti da leggi speciali. Ad esempio, possono istituire e gestire fondi sanitari integrativi costituiti con risorse di coloro che ricevono le prestazioni sanitarie o dei loro datori di lavoro.

Alle società di mutuo soccorso non si applica l'obbligo di versamento del contributo del 3% sugli utili netti annuali in favore di fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

 

DONAZIONI

Se una società di mutuo soccorso riceva o abbia ricevuto un lascito o una donazione destinato a un fine determinato e senza uno specifico termine, deve tenerlo distinto dal patrimonio sociale. Le rendite derivanti da tale fonte, dovranno essere gestite in base alla volontà del testatore o del donatore. In caso di liquidazione o perdita della personalità giuridica, si applicheranno, a questi

lasciti e a queste donazioni le norme vigenti sulle Opere pie.

In caso di liquidazione o di perdita della propria natura, il patrimonio è devoluto ad altre società di mutuo soccorso oppure a uno dei fondi mutualistici o al corrispondente capitolo del bilancio dello stato.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Le società di mutuo soccorso devono iscriversi nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts). In caso contrario, perdono la loro qualifica, con conseguente devoluzione del patrimonio ad altre società di mutuo soccorso ovvero a uno dei fondi mutualistici o al corrispondente capitolo del bilancio dello stato.

 

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017 per il codice del terzo settore.

Dal 20 luglio 2017 per le imprese sociali.

 

REGIME TRANSITORIO

Le società di mutuo soccorso, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del codice del terzo settore, possono trasformarsi in associazioni del terzo settore o in associazioni di promozione sociale mantenendo il proprio patrimonio, in deroga alla normativa generale sulle società di mutuo soccorso, che prevede – in caso di perdita della natura – la devoluzione ad altre società di mutuo soccorso ovvero a uno dei fondi mutualistici o al corrispondente capitolo del bilancio dello stato.

Costituire un'associazione è relativamente semplice, è necessario però essere adeguatamente informati su quali siano le procedure e i documenti necessari per creare un ente associativo e sui vincoli e le responsabilità che ne derivano.

 

L'associazione è un contratto tra due o più persone che si uniscono al fine di realizzare uno scopo di natura ideale e non lucrativa. Due sono quindi gli elementi fondamentali e imprescindibili affinché si possa parlare di associazione: le persone e lo scopo di natura ideale.

 

Vi sono associazioni riconosciute e non riconosciute:

- associazione riconosciuta (o dotata di personalità giuridica) significa che delle eventuali obbligazioni o debiti contratti risponde solamente l'associazione stessa col proprio patrimonio e non anche i singoli consiglieri e associati;

- associazioni non riconosciute (o prive di personalità giuridica) delle obbligazioni o debiti contratti dall'ente rispondono (ex art.38 del Codice civile) invece anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell'associazione (in primis il Presidente e i membri del Consiglio Direttivo).

 

Il fatto di essere un'associazione riconosciuta o non riconosciuta non va confuso con il possesso di altre qualifiche che l'associazione potrebbe avere, ad esempio quella di organizzazione di volontariato (ODV): queste ultime sono ad oggi iscritte presso un registro regionale (gestito dall'Ufficio Volontariato della Regione del Veneto) diverso da quello presso cui sono (eventualmente) iscritte le associazioni dotate di personalità giuridica (che è come detto l'Ufficio atti privati della Regione del Veneto). Ciò significa che la qualifica di ODV e il possesso dello status di associazione riconosciuta sono due cose diverse: potranno quindi esistere ODV non riconosciute (prive di personalità giuridica) e ODV riconosciute (dotate di personalità giuridica).

 

 

La costituzione di un’associazione avviene tramite la stipula di “un contratto” tra i soci fondatori, composto di due documenti:

 

L’atto costitutivo

È il documento tramite il quale i soci fondatori, riuniti in assemblea, manifestano e sanciscono la loro volontà di associarsi per perseguire finalità condivise.

L’atto costitutivo deve contenere i seguenti elementi:

– l’indicazione del giorno, mese, anno e luogo nel quale è stata svolta l’assemblea;

– gli estremi dei soci fondatori: nome, cognome, residenza, codice fiscale;

– la denominazione scelta per l’associazione;

– le finalità (oggetto sociale) e le azioni/servizi che l’associazione potrà mettere in atto per raggiungere lo scopo sociale;

– la composizione del Consiglio Direttivo (numero e nomi componenti) eletto contestualmente;

– lo statuto in allegato.

 

L’atto costitutivo deve essere firmato, in calce, da tutti i soci presenti al momento della stipula.

 

Lo statuto

È il documento contenente le regole della vita dell’associazione, le norme che disciplinano i rapporti tra gli associati e tra soci ed associazione stessa.

Lo statuto deve contenere i seguenti elementi:

– denominazione dell’associazione;

– sede legale;

– scopo;

– patrimonio;

– norme sull’ordinamento interno;

– norme sull’amministrazione;

– i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni per la loro ammissione;

– norme relative all’estinzione dell’ente;

– norme relative alla devoluzione del patrimonio residuo.

 

Anche lo statuto deve essere firmato da tutti i soci presenti al momento della stipula.

 

 

Oltre ai documenti precedentemente elencati sono necessari i seguenti step:

 

Richiesta Codice Fiscale

Per richiedere il Codice Fiscale dell’Associazione si dovrà far richiesto all’Agenzia delle Entrate, presentandosi con un documento personale del legale rappresentante, una copia dell’atto costitutivo e dello statuto firmati e il modello AA5/6.

 

CODICI ATECO 2007 da utilizzare a partire dal 1° Gennaio 2008:

94.9 Attività di altre organizzazioni associative

94.91 Attività delle organizzazioni religiose nell’esercizio del culto

94.91.0 Attività delle organizzazioni religiose nell’esercizio del culto

94.91.00 Attività delle organizzazioni religiose nell’esercizio del culto

94.92 Attività dei partiti e delle associazioni politiche

94.92.0 Attività dei partiti e delle associazioni politiche

94.92.00 Attività dei partiti e delle associazioni politiche

94.99 Attività di altre organizzazioni associative nca

94.99.1 Attività di organizzazioni per la tutela degli interessi e dei diritti dei cittadini

94.99.10 Attività di organizzazioni per la tutela degli interessi e dei diritti dei cittadini

94.99.2 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby

94.99.20 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby

94.99.3 Attività di organizzazioni patriottiche e associazioni combattentistiche

94.99.30 Attività di organizzazioni patriottiche e associazioni combattentistiche

94.99.4 Attività di organizzazioni per la cooperazione e la solidarietà internazionale

94.99.40 Attività di organizzazioni per la cooperazione e la solidarietà internazionale

94.99.5 Attività di organizzazioni per la filantropia

94.99.50 Attività di organizzazioni per la filantropia

94.99.6 Attività di organizzazioni per la promozione e la difesa degli animali e dell’ambiente

94.99.60 Attività di organizzazioni per la promozione e la difesa degli animali e dell’ambiente

94.99.9 Attività di altre organizzazioni associative nca

94.99.90 Attività di altre organizzazioni associative nca

 

Registrazione degli atti presso Agenzia delle Entrate

Per registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto (dopo aver richiesto il codice fiscale) è necessario recarsi all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate con i seguenti documenti:

- due copie dell’atto costitutivo in originale, firmate in calce dai soci fondatori;

- due copie dello statuto in originale, firmate in calce dai soci fondatori;

- copia della carta di identità di chi si reca a registrare e del legale rappresentante dell’associazione;

- modello 69 compilato (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e scaricabile qui di seguito);

- ricevuta del versamento delle imposte, da effettuarsi in banca o in posta con modello F23, se dovute.

 

Con l’entrata in vigore del Decreto n.117/2017 tutte le associazioni che rientrano nelle tipologie previste dal Decreto sono esenti da imposta di bollo ma è sempre dovuta l’imposta di registro.

 

È possibile scaricare tutti i moduli sopracitati nella sezione MODULISTICA GENERALE che trovate qui sotto.

 

 

ODV – organizzazione di volontariato

 

COS'È

Le organizzazioni di volontariato (Odv) sono enti del terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o meno, che svolgono attività di interesse generale prevalentemente a favore di terzi (non necessariamente svantaggiati) avvalendosi in modo prevalente dell'attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.

Tutti gli Ets possono avvalersi di volontari, ma Odv e Aps (associazioni di promozione sociale) sono gli enti che se ne devono avvalere in modo prevalente per lo svolgimento delle loro attività. La principale differenza tra Odv e Aps è che la prima non svolge attività né esclusivamente né prevalentemente a favore dei propri soci. 

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, le Odv fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

BASE ASSOCIATIVA

Una Odv deve essere costituita da un numero minimo di 7 persone fisiche o almeno 3 Odv.

Se questo requisito viene meno, c’è tempo un anno per reintegrare la base associativa o iscriversi in un’altra sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Se il termine non viene rispettato, l’ente viene direttamente cancellato dal Runts.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Odv è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Odv ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Odv.

 

ATTIVITÀ

Le Odv possono svolgere le seguenti attività:

  • attività di interesse generale in modo esclusivo o prevalente (e caratterizzante);
  • attività diverse in via accessoria e non prevalente;
  • raccolta fondi per le attività di interesse generale;
  • raccolta fondi speciali svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità di mercato: vendita (senza intermediari) di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fine di sovvenzione; cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari, a patto che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione; somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
  • gestione del proprio patrimonio, mobiliare e immobiliare.

 

VOLONTARIATO E LAVORO

Le Odv devono svolgere le proprie attività di interesse generale avvalendosi principalmente di volontari, i quali non possono essere in nessun caso retribuiti.

Le Odv possono avvalersi di lavoratori (dipendenti, autonomi o di altra natura) esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori non può essere superiore al 50% del numero dei volontari.

componenti degli organi sociali, invece, non possono mai essere retribuiti, eccezion fatta per i membri dell’organo di controllo.

 

AGEVOLAZIONI

Le Odv sono destinatarie di una serie di misure di sostegno.

I crediti delle Odv, inerenti allo svolgimento delle attività di interesse generale, godono di privilegio generale sui beni mobili del debitore. Il privilegio generale sui beni mobili è una forma di tutela di determinati crediti: questo significa che le Odv hanno un titolo di preferenza rispetto agli altri creditori non privilegiati e quindi di potersi soddisfare prima sul ricavato della vendita dei beni mobili in occasione di espropriazione forzata dei beni, di procedure concorsuali e di conseguente distribuzione del prezzo fra i creditori (purché i beni mobili non siano stati venduti a terzi).

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Aps e le Odv, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, solo se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.

Per le attività realizzate in convenzione con enti pubblici è consentito solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Sono escluse tutte le attribuzioni a titolo di maggiorazione, accantonamento, ricarico o simili. Il rimborso dei costi indiretti deve essere imputato solo alla quota parte relativa all’attività in oggetto della convenzione.

In questo caso, alle Odv si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

 

CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO (CSV)

Le Odv hanno diritto ad avere la maggioranza dei voti in ciascuna assemblea dei centri di servizio per il volontariato. Inoltre, esprimono almeno un membro nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e due negli Organismi territoriali di controllo (Otc) sui Csv.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

 

DENOMINAZIONE SOCIALE

Deve contenere l'indicazione di organizzazione di volontariato o l'acronimo Odv.

L'indicazione illegittima della locuzione di organizzazione di volontariato o l'acronimo Odv, oppure di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dalle organizzazioni di volontariato. La pena è il pagamento di una sanzione che va da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

 

RUNTS

Per godere dei benefici previsti dalla normativa, un’Odv deve essere iscritta nell’apposita sezione del Runts. Le Odv già iscritte ai registri territoriali vengono iscritte d’ufficio a quello nazionale: gli enti pubblici provvedono a comunicare i dati in loro possesso fino al giorno precedente all’operatività del registro. Gli uffici del Runts avranno poi 6 mesi di tempo per verificare l’effettivo possesso dei requisiti. Le Odv che verranno cosi iscritte d’ufficio, nel caso non desiderassero rimanere iscritte nel Runts, dovranno presentare domanda di cancellazione.

Le nuove Odv costituite dopo la operatività del Runts dovranno presentare domanda di iscrizione.

 

ORGANI SOCIALI E AMMINISTRAZIONE

Tutti gli amministratori delle organizzazioni di volontariato sono scelti dall’assemblea tra le persone fisiche associate oppure indicate, tra i propri associati, dagli enti associati. Non può essere nominato amministratore, un interdetto, inabilitato, fallito o chi è stato condannato a una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi.

Ai componenti degli organi sociali, ad esclusione di quelli dell’organo di controllo, potrà essere corrisposto esclusivamente il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata nello svolgimento della loro funzione.

Le modifiche di statuto di adeguamento alla nuova normativa (e solo quelle) possono essere votate in assemblea ordinaria.

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Odv e le Aps, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato. I servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza possono essere, in via prioritaria, oggetto di affidamento in convenzione alle Odv, iscritte da almeno sei mesi nel Runts, aderenti ad una rete associativa nazionale, ed accreditate ai sensi della normativa regionale in materia.

In questo caso, alle Odv si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

Le convenzioni possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale delle spese effettivamente sostenute e documentate.

 

RISORSE ECONOMICHE

Per lo svolgimento e il funzionamento delle attività, le Odv possono avere le seguenti entrate:

  • quote associative;
  • contributi pubblici e privati;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rendite patrimoniali;
  • raccolte fondi;
  • attività diverse da quelle di interesse generale, nei limiti previsti dalla normativa.

 

REGIME FISCALE / ASPETTI SPECIFICI

Attività non commerciale

La normativa prevede per tutti gli Ets una serie di attività che vengono considerate non commerciali secondo specifici criteri. Per le organizzazioni di volontariato e gli enti filantropici a queste attività se ne aggiungono delle altre che, se svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, non vengono considerate commerciali, e sono:

  • vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito, curandone direttamente l’attività;
  • cessione di prodotti dagli assistiti e dai volontari, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione;
  • somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale.

 

Attività commerciale

Le misure fiscali per le Odv sono tra le più agevolate. Le Odv possono svolgere in modalità commerciale le loro attività e possedere partita Iva.

Per il calcolo delle imposte dovute è prevista l’opzione per un regime forfettario agevolato.

 

Donazioni

Solo per le Odv la detraibilità delle erogazioni delle persone fisiche è pari al 35% della somma erogata. Per quanto riguarda le deduzioni, le persone fisiche possono dedurre le erogazioni fino al 10% del reddito complessivo dichiarato, così come gli enti e le aziende.

 

Imposta di registro

Gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle Odv sono esenti dall'imposta di registro. Per le altre agevolazioni si fa riferimento alla normativa generale per gli Ets.

 

CASI SPECIFICI

Le organizzazioni di volontariato di protezione civile sono sottoposte alla relativa normativa.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

COSTITUZIONE

Possono essere Odv solamente le associazioni, riconosciute e non: prima potevano assumere la forma giuridica che ritenevano più adeguate (tra cui le fondazioni).

 

BASE ASSOCIATIVA

È stato introdotto un numero minimo di associati, pari a 7 persone o almeno 3 Odv.

 

ATTIVITÀ SVOLTE

Prima della riforma una Odv poteva essere tale solamente se operava nell’ambito della solidarietà (quindi rivolgendosi ad esempio a soggetti svantaggiati o comunque versanti in condizione di difficoltà). Le Odv possono svolgere attività in uno o più ambiti previsti dal codice del terzo settore, dove sono menzionate anche attività diverse, quali ad esempio quelle culturali o educative. Una Odv, infatti, può perseguire non solo finalità solidaristiche, ma anche civiche e di utilità sociale.

 

LAVORO

Viene introdotto il limite di lavoratori impiegati (non superiore al 50% del numero dei volontari): con la normativa precedente il limite era fissato al regolare funzionamento dell’Odv oppure al numero occorrente per qualificare o specializzare l’attività svolta. Questo profilo prima era regolato in modo diverso da ogni regione o provincia autonoma.

 

REGISTRO

Finora esisteva solo il registro di cui si dotata la singola Regione, ciascuno disciplinato con modalità diverse. Ora vi è un registro unico nazionale, omogeneo nelle modalità e criteri di funzionamento.

Schema Atto Costitutivo Odv 2020 Schema Statuto Odv 2020

 

APS – Associazione di Promozione Sociale

 

COS'È

L’associazione di promozione sociale (Aps) è una particolare categoria di ente del terzo settore (Ets) costituita in forma di associazione, riconosciuta o meno, che svolge attività di interesse generale a favore dei propri associati (in forma esclusiva o meno), i loro familiari o a terzi. Si avvale prevalentemente dell’attività volontaria dei propri associati o delle persone aderenti ai propri enti associati. Le Aps si differenziano dalle organizzazioni di volontariato (Odv) in base ai destinatari delle attività svolte.

 

CHI ESCLUDE

Non possono acquisire la qualifica di Aps i circoli privati e le associazioni che

  • prevedono limitazioni di tipo discriminatorio (economico o altro) per l’ammissione di nuovi soci;
  • prevedono il diritto di trasferimento della quota associativa;
  • collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

A esclusione degli aspetti specificati, le Aps fanno riferimento alla normativa generale degli Ets costituiti in forma di associazione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

BASE ASSOCIATIVA

Si tratta di associazioni formate da almeno 7 soci persone fisiche o da almeno 3 soci che siano a loro volta Aps. La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che sia specificato nell’atto costitutivo e solo se il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Aps.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Aps è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Aps ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

 

ATTIVITÀ

Le Aps possono svolgere le seguenti attività (anche in forma di impresa):

  • attività di interesse generale;
  • attività diverse in via strumentale e secondaria e non prevalente;
  • raccolta fondi per le attività di interesse generale;
  • raccolta fondi speciali svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità di mercato: vendita (senza intermediari) di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fine di sovvenzione; cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari, a patto che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione; somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
  • gestione del proprio patrimonio, mobiliare e immobiliare;
  • somministrazione di alimenti e bevande, anche a fronte del pagamento di corrispettivi specifici, se si tratta di associazioni iscritte all’apposito registro per le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno;
  • organizzazione di viaggi e soggiorni turistici.

Per queste ultime due voci, il vincolo è che si tratti di attività strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, che siano rivolte ai propri soci e soggetti assimilati, che non vengano utilizzati strumenti pubblicitari o di diffusione di informazioni a soggetti terzi, diversi dagli associati.

 

VOLONTARIATO E LAVORO

Le Aps si devono avvalere istituzionalmente di volontari. Sono loro che devono svolgere principalmente le attività di interesse generale e non possono essere in nessun caso retribuiti.

A eccezione di questa regola generale, solo nel caso in cui ciò sia necessario per lo svolgimento dell’attività di interesse generale e il perseguimento delle finalità, le Aps ricorrere a lavoratori, dipendenti o autonomi o di altra natura, che possono essere anche soci dell'ente. Il numero dei lavoratori, in ogni caso, non può superare il 50% del numero di volontari (non più di 5 persone retribuite ogni 10 volontari, ad esempio) o il 5% del numero dei soci (non più di 5 persone retribuite ogni 100 soci).

 

AGEVOLAZIONI

Le Aps sono destinatarie di una serie di misure di sostegno.

I crediti delle Aps, inerenti allo svolgimento delle attività di interesse generale, godono di privilegio generale sui beni mobili del debitore. Il privilegio generale sui beni mobili è una forma di tutela di determinati crediti: questo significa che le Odv hanno un titolo di preferenza rispetto agli altri creditori non privilegiati, e quindi di potersi soddisfare prima sul ricavato della vendita dei beni mobili in occasione di espropriazione forzata dei beni, di procedure concorsuali e di conseguente distribuzione del prezzo fra i creditori (purché i beni mobili non siano stati venduti a terzi).

 

CONVENZIONI

Le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere con le Aps e le Odv, iscritte da almeno sei mesi nel registro unico nazionale del terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, solo se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.

Per le attività realizzate in convenzione con enti pubblici è consentito solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Sono escluse tutte le attribuzioni a titolo di maggiorazione, accantonamento, ricarico o simili. Il rimborso dei costi indiretti deve essere imputato solo alla quota parte relativa all’attività in oggetto della convenzione.

In questo caso, alle Aps si estendono le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dall’ordinamento per le cooperative e i loro consorzi.

 

OBBLIGHI E DIVIETI

BASE ASSOCIATIVA

Se il requisito del numero di soci (almeno 7 persone fisiche o 3 Aps) viene meno, c’è tempo un anno per reintegrare la base associativa o iscriversi in un’altra sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Se il termine non viene rispettato, l’ente viene direttamente cancellato dal Runts. Le modifiche di statuto di adeguamento alla nuova normativa (e solo quelle) possono essere votate in assemblea ordinaria entro il 3 agosto 2019.

Se un ente si costituisce con un numero inferiore a 7 soci e nel tempo supera tale numero, per poter richiedere l’iscrizione al Runts come Aps è sufficiente una delibera assembleare idonea a modificare lo statuto ed espressa da un numero di associati favorevoli tale da soddisfare il requisito del numero minimo previsto dalla nuova normativa. Nella delibera è necessario prendere atto della precedente carenza del requisito numerico, affermare o ribadire la volontà di essere Aps ai sensi della normativa vigente e dando mandato al rappresentante legale di richiedere la relativa qualificazione.

 

DENOMINAZIONE SOCIALE

Deve contenere l'indicazione di associazione di promozione sociale o l'acronimo Aps. L’utilizzo illegittimo della locuzione associazione di promozione sociale o dell'acronimo Aps, di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata in modo improprio da soggetti diversi. La pena è una sanzione pecuniaria che va da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.

 

RUNTS

Un’Aps, per essere considerata tale, deve essere iscritta nell’apposita sezione del registro unico nazionale degli Ets. Le Aps già iscritte ai registri territoriali vengono iscritte d’ufficio al Runts: gli enti pubblici provvedono a comunicare i dati in loro possesso fino al giorno antecedente all’operatività del registro.

 

REGIME FISCALE / ASPETTI SPECIFICI

ATTIVITÀ NON COMMERCIALI

Per le Aps, sono considerate non commerciali:

  • le attività istituzionali svolte dietro corrispettivo specifico nei confronti degli associati e dei familiari conviventi degli stessi; ovvero degli associati di altre associazioni che svolgono la medesima attività, ovvero nei confronti di enti composti in misura non inferiore al 70% da enti del terzo settore;
  • le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati e a familiari e ai conviventi degli stessi verso pagamento di corrispettivi specifici, se in attuazione di scopi istituzionali:
  • la somministrazione di alimenti e bevande effettuata presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale da bar ed esercizi similari, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici quando sono attività strettamente complementari alle attività istituzionali ed effettuate nei confronti degli associati, familiari e conviventi, e non si avvalgono di strumenti pubblicitari/diffusione di informazioni a terzi, diversi dagli associati;
  • le attività di vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, se la vendita è curata direttamente dall’organizzazione e sia svolta senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato.

 

ATTIVITÀ COMMERCIALI

Le Aps possono svolgere attività commerciali, classificate come tali qualora non rispettino i requisiti di cui al precedente paragrafo.

Per il calcolo delle imposte dovute è prevista l’opzione per un regime forfettario agevolato.

Si considerano invece comunque commerciali, ai fini delle imposte sui redditi, le cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, le somministrazioni di pasti, le erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore, le prestazioni alberghiere, di alloggio, di trasporto e di deposito e le prestazioni di servizi portuali e aeroportuali nonché le prestazioni effettuate nell'esercizio delle seguenti attività:

  • gestione di spacci aziendali e di mense;
  • organizzazione di viaggi e soggiorni turistici;
  • gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
  • pubblicità commerciale;
  • telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari.

 

DONAZIONI

Le detrazioni dell’imposta sul reddito imponibile la donazione effettuata a favore delle Aps segue la regola relativa a tutti gli Ets.

 

CASI SPECIFICI

Come già più sopra segnalato, la base associativa di una Aps può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che sia specificato nell’atto costitutivo e solo se il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Aps. Nel caso di enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni che associano un numero non inferiore a 500 Aps tale limite non si applica.

 

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

FINALITÀ

La normativa precedente alla riforma affidava alle Aps il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale; con la riforma del terzo settore, le finalità vengono ricondotte a quelle previste per la generalità degli Ets. Infatti, devono perseguire, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale.

 

COSTITUZIONE

Viene specificato nella nuova normativa che la forma di associazione deve essere riconosciuta o non riconosciuta.

 

BASE ASSOCIATIVA

Viene posto un limite quantitativo dei soggetti che costituiscono la nuova Aps.

 

DENOMINAZIONE

Si introduce l’obbligo di indicare la sigla Aps nella denominazione.

 

ENTRATA IN VIGORE

La normativa entra in vigore dal 03 agosto 2017.

Gli aspetti fiscali, invece, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione Europea e comunque non prima del periodo di imposta successivo a quello in cui il registro unico nazionale diventerà operativo.

Prima di tale data, continua ad applicarsi il regime fiscale preesistente.

 

NORMATIVA TRANSITORIA

Fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continua ad applicarsi la normativa precedente che fa riferimento all’iscrizione nei registri delle associazioni di promozione sociale.

Entro il termine del 30 giugno 2020, le Aps possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria per:

  • adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili;
  • introdurre clausole che escludono l'applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante una specifica clausola statutaria.

Per le Aps che si costituiscono dal 3 agosto 2017 in poi lo statuto deve essere già conforme alle norme del codice del terzo settore per quanto riguarda le indicazioni applicabili in via diretta e immediata, escluse, quindi, quelle derivanti dall’istituzione del registro unico nazionale del terzo settore.

Tutte le disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali si applicano in via transitoria a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino al periodo d'imposta di entrata in vigore delle disposizioni fiscali. La stessa decorrenza vale per le indicazioni su detrazioni e deduzioni.

 

ATTENZIONE!

– La registrazione di atto costitutivo e statuto è possibile solo DOPO aver ottenuto il codice fiscale  
 Entro 60 giorni DALLA COSTITUZIONE dell’associazione è necessario compilare e inviare il MODELLO EAS 

Schema Atto Costitutivo Aps 2020 Schema Statuto Aps 2020

La Riforma del Terzo settore fa un ulteriore passo avanti. In attesa del decreto attuativo di istituzione del registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2020 il decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 5 marzo 2020 con la modulistica di bilancio degli enti del Terzo settore.

 

Il decreto era previsto dall’articolo 13 del Codice del Terzo settore, che prevede indicazioni minime sul bilancio da redigere per gli enti del Terzo settore che non esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale.

 

I modelli saranno obbligatori per rendicontare il bilancio del 2021.

 

Gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate non inferiori a 220.000 euro devono redigere un bilancio di esercizio con stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione (principio di competenza economica).

 

Per chi ha ricavi inferiori a 220.000 euro, basterà un bilancio in forma di rendiconto per cassa. In questo caso, bisogna escludere le entrate relative al reperimento di fonti finanziarie e ai disinvestimenti, come nel caso di alienazioni a qualsiasi titolo di elementi aventi natura di immobilizzazioni. Questi, infatti, come specificato nell’Introduzione agli schemi di bilancio, non sono afferenti alla gestione corrente dell’ente.

 

In entrambi i casi, il riferimento è al volume di ricavi, proventi o entrate comunque denominate conseguiti come risultanti dal bilancio dell'esercizio precedente.

 

L’art. 18 del D.Lgs. 117/17 (“Codice del Terzo Settore”) specifica che gli enti del Terzo settore che si avvalgono di volontari devono assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso terzi.

 

Per l’iscrizione ai Registri Regionali l’Associazione deve dichiarare di essere in regola con gli obblighi assicurativi.

 

In questa sezione sono riportate tutte le informazioni per l'iscrizione al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato e al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale.

 

 

ODV

 

L'art. 4 del D. Lgs. 117/2017 individua tra gli enti del terzo settore le associazioni di volontariato, di seguito ODV.

 

Possono richiedere l'iscrizione al Registro regionale le organizzazioni di volontariato, costituite in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre organizzazioni di volontariato (in caso di organismo di secondo livello).

 

La denominazione deve contenere l’indicazione di “Organizzazione di volontariato ...” o l’acronimo “ODV ...”. Devono avere sede legale nel territorio regionale, essere dotate di autonomia sotto il profilo gestionale, patrimoniale, contabile, organizzativo, processuale ed essere costituite ed operanti da almeno 6 mesi.

 

Devono esercitare in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale di cui all’art. 5 del D. Lgs. 117/2017, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

L’attività dev’essere svolta prevalentemente in favore di terzi, avvalendosi in modo predominante delle prestazioni dei volontari associati, che devono avvenire in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.

 

Le prestazioni dei volontari non possono essere retribuite in alcun modo e la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo o con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è associato.

 

Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari.

 

 

Documenti da presentare per ISCRIZIONE:

 

- Autocertificazione per iscrizione dell'iscrizione al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (Allegato 1A); 

- Copia dell’atto costitutivo e dello statuto registrati dell’Associazione;

- Copia dell’attribuzione del codice fiscale dell’Associazione;

- Relazione contenente le attività svolte in cui si dovrà evidenziare il coinvolgimento dei volontari all’interno delle varie attività svolte dall’Associazione  (Allegato 2);

-  Relazione contenente i programmi futuri;

-  Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal legale rappresentante (completa di dei dati anagrafici), compreso Organo di Controllo se previsto nello statuto (Allegato 3);

-  Elenco degli associati che prestano attività di volontariato (Allegato 4);

-  Dichiarazione relativa al personale che riceve compensi a qualunque titolo (dipendenti, collaboratori, etc.) (compilare l’allegato anche se non presenti) (Allegato 5);

- Ultimo rendiconto economico firmato dal legale rappresentante, con relativo verbale di approvazione, o (in caso di recente costituzione) situazione contabile (Allegato 5);

-  Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’associazione.

 

 

Documenti da presentare per CONFERMA:

 

- Autocertificazione per conferma  dell'iscrizione al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (Allegato 1B);

 - Copia dello statuto registrato con relativo verbale di approvazione;

- Relazione contenente le attività svolte nell’anno precedente in cui si dovrà evidenziare il coinvolgimento dei volontari all’interno delle varie attività svolte dall’Associazione (Allegato 2); 

-  Relazione contenente i programmi futuri;

-  Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal legale rappresentante (completa di dei dati anagrafici), compreso Organo di Controllo se previsto nello statuto (Allegato 3);

-  Elenco degli associati che prestano attività di volontariato (Allegato 4);

-  Dichiarazione relativa al personale che riceve compensi a qualunque titolo (dipendenti, collaboratori, etc.) (compilare l’allegato anche se non presenti) (Allegato 5);

Ultimo rendiconto economico con relativo verbale di approvazione (modello DGR 4314/2009) (Allegato 6);

-  Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’associazione;

- Schema DGR 223/2017 per contributi pubblici/5 per mille (Allegato 7).

 

La domanda di iscrizione/conferma al Registro può essere presentata in qualunque momento, alla Direzione Servizi Sociali avvalendosi dell’apposita autocertificazione, unitamente ai documenti ivi indicati. L'istanza può essere consegnata a mano, trasmessa a mezzo posta, o tramite pec all'indirizzo area.sanitasociale@pec.regione.veneto.it o per il tramite dei CSV

 

Allegato 1A - Modulo iscrizione Odv Allegato 2 - Relazione attività svolte Allegato 3 - Struttura organizzativa Allegato 4 - Dichiarazione soci volontari Allegato 5 - Dichiarazione dipendenti Allegato 6 - Bilancio economico Allegato 7 - Schema DGR Allegato 1B - Modulo conferma Odv

 

APS

 

L'art. 4 del D. Lgs. 117/2017 individua tra gli enti del terzo settore le associazioni di promozione sociale, di seguito APS.

 

Possono chiedere l’iscrizione al Registro regionale gli Enti costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre associazioni di promozione sociale (organismo di secondo livello).

 

La denominazione deve contenere l’indicazione di “Associazione di promozione sociale …” o l’acronimo “APS ...”. Devono avere sede legale nel territorio regionale, essere dotate di autonomia sotto il profilo gestionale, patrimoniale, contabile, organizzativo, processuale ed essere costituite ed operanti da almeno 1 anno.

 

Le APS Devono esercitare in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale di cui all’art. 5 del D. Lgs. 117/2017, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

L’attività dev’essere svolta in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati.

 

Le prestazioni dei volontari associati devono avvenire in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà. Non possono essere retribuite in alcun modo e la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo o con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è associato (art. 17).

 

Le associazioni di promozione sociale possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, fatto comunque salvo quanto disposto dall’art. 17, comma 5, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento dell’attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.

 

 

Documenti da presentare per ISCRIZIONE:

 

- Autocertificazione per iscrizione dell'iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale (Allegato 1A);

- Copia dell’atto costitutivo e dello statuto registrati dell’Associazione;

- Copia dell’attribuzione del codice fiscale dell’Associazione;

 - Relazione contenente le attività svolte in cui si dovrà evidenziare il coinvolgimento dei volontari all’interno delle varie attività svolte dall’Associazione (Allegato 2);

-  Relazione contenente i programmi futuri ;

- Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal legale rappresentante (completa di dei dati anagrafici), compreso Organo di Controllo se previsto nello statuto (Allegato 3);

- Elenco dei soci dell’Associazione;

-  Elenco degli associati che prestano attività di volontariato (Allegato 4);

-  Dichiarazione relativa al personale che riceve compensi a qualunque titolo (dipendenti, collaboratori, etc.) (compilare l’allegato anche se non presenti) (Allegato 5);

- Ultimo rendiconto economico firmato dal legale rappresentante, con relativo verbale di approvazione, o (in caso di recente costituzione) situazione contabile (Allegato 6);

-  Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’associazione.

 

 

Documenti da presentare per CONFERMA:

 

- Autocertificazione per conferma dell'iscrizione al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (Allegato 1B);

- Copia dello statuto registrato con relativo verbale di approvazione;

- Relazione contenente le attività svolte nell’anno precedente in cui si dovrà evidenziare il coinvolgimento dei volontari all’interno delle varie attività svolte dall’Associazione (Allegato 2);

-  Relazione contenente i programmi futuri;

- Elenco dei soci dell’Associazione;

-  Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal legale rappresentante (completa di dei dati anagrafici), compreso Organo di Controllo se previsto nello statuto (Allegato 3);

 -  Elenco degli associati che prestano attività di volontariato (Allegato 4);

-  Dichiarazione relativa al personale che riceve compensi a qualunque titolo (dipendenti, collaboratori, etc.) (compilare l’allegato anche se non presenti) (Allegato 5);

Ultimo rendiconto economico con relativo verbale di approvazione (modello DGR 4314/2009) (Allegato 6);

-  Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’associazione;

- Schema DGR 223/2017 per contributi pubblici/5 per mille (Allegato 7).

 

La domanda di iscrizione/conferma al Registro può essere presentata in qualunque momento, alla Direzione Servizi Sociali avvalendosi dell’apposita autocertificazione, unitamente ai documenti ivi indicati. L'istanza può essere consegnata a mano, trasmessa a mezzo posta, o tramite pec all'indirizzo area.sanitasociale@pec.regione.veneto.it o per il tramite dei CSV

 

Allegato 1A - Modulo iscrizione Aps Allegato 2 - Relazione attività svolte Allegato 3 - Struttura organizzativa Allegato 4 - Dichiarazione soci volontari Allegato 5 - Dichiarazione dipendenti Allegato 6 - Bilancio economico Allegato 7 - Schema DGR Allegato 1B - Modulo conferma Aps

Cinque per mille e rendicontazione raccolta fondi

 

L’associazione è obbligata alla redazione di una relazione esemplificativa per ciascuna raccolta fondi, che costituirà la voce di bilancio “raccolte fondi”. Per le associazioni che beneficiano delle donazioni del 5 per mille è obbligatoria la rendicontazione. In un rendiconto distaccato, completo di una relazione illustrativa, l’associazione deve indicare quale sia la destinazione delle somme percepite. La redazione è obbligatoria per i fondi percepiti dal 2008 e deve essere fatta entro un anno dalla ricevimento del contributo.

 

Vi ricordiamo che il CAVV-CSV è a disposizione per consulenze, sia nella sede centrale che negli sportelli periferici.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

 

Le Associazioni di Volontariato appartengono a due diverse tipologie:

  • associazioni riconosciute, cioè in possesso della personalità giuridica (artt. 12-35 del Codice Civile);
  • associazioni non riconosciute, cioè senza personalità giuridica (artt. 36-38 del Codice Civile).

L’iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche garantisce all’Associazione di Volontariato l’autonomia patrimoniale perfetta.

 

L’iscrizione al Registro Regionale delle Persone Giuridiche di diritto privato è istituito dalla Regione del Veneto (D.P.R. 361/2000) ed è gestito dalla Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti.

Per ottenere il riconoscimento è necessario che l’Associazione possieda i seguenti requisiti:

  • le finalità statutarie dell’ente devono rientrare nelle materie attribuite alla competenza regionale (art. 117 della Costituzione);
  • l’operatività dell’ente deve esaurisrsi nell’ambito territoriale della Regione Veneto (clausola espressamente prevista nello Statuto);
  • l’assenza dello scopo di lucro (clausola espressamente prevista nello Statuto);
  • un patrimonio iniziale.

Con Deliberazione n. 134 del 14 febbraio 2017 (DGR N. 134 del 14.02.2017) la Giunta Regionale del Veneto ha provveduto:

1) ad aggiornare l’entità del patrimonio iniziale per le Associazioni, Fondazioni ed altre Istituzioni di diritto privato che vogliono richiedere il riconoscimento alla Regione, modificando, di conseguenza, la modulistica relativa. Le modifiche si applicano alle istanze pervenute a decorrere dal 1 aprile 2017.

2) a disporre l’eliminazione della fase preliminare relativa all’esame preventivo delle bozze di statuti degli Enti richiedenti. L’eliminazione è operativa dal 14 febbraio 2017. Eventuali richieste di esame preliminare pervenute dopo tale data saranno pertanto restituite agli Enti richiedenti;

3) a rideterminare il termine finale dei procedimenti amministrativi relativi al riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato, all’approvazione delle modifiche statuarie ed allo scioglimento/estinzione dell’ Ente in 60 giorni. Il nuovo termine si applica alle istanze pervenute a decorrere dal 1 aprile 2017.

 

Per ottenere il riconoscimento della Personalità giuridica di diritto privato il legale rappresentante dell’ente deve presentare istanza (in bollo) al Presidente della Giunta Regionale del Veneto al Presidente della Giunta Regionale del Veneto utilizzando il modello previsto. L’intreressato deve allegare all’istanza la documentazione prevista. Il termine del procedimento amministrativo è di 90 giorni dalla data di ricevimento della domanda e si concluderà con l’iscrizione nel Registro Regionale dell’ente e con la comunicazione allo stesso. In caso di esito negativo verrà data comunicazione all’ente dei motivi ostativi. Il termine di 90 giorni potrà essere sospeso una sola volta per un periodo non superiore a 30 giorni, per l’aquisizione di chiarimenti/integrazioni. In caso di esito negativo l’associazione può:

  • abbandonare il procedimento di riconoscimento;
  • presentare una nuova istanza con gli adeguamenti richiesti dalla Direzione;
  • impugnare la comunicazione dei motivi ostativi e presentare ricorso al TAR del Veneto entro 60 gg. – oppure Ricorso Straordinario al Capo dello Stato entro 120 gg.

 

Normativa di riferimento

Codice Civile – Libro primo “Delle Persone e della Famiglia”, Titolo secondo “Delle Persone Giuridiche”, Capo Secondo “Delle Associazioni e delle Fondazioni”

Codice Civile – Disposizioni di attuazione: Capo primo “Disposizioni di attuazione”, Sezione prima: “Disposizioni relative al Libro primo”

D.P.R. 10 febbraio 2000, nr. 361 “Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell’atto costitutivo e dello Statuto”

D.G.R. 19 gennaio 2001, nr. 112 “D.P.R. 361/2000 recante “Norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento delle persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell’Atto Costitutivo e dello Statuto. Istituzione del Registro Regionale delle Persone giuridiche”