CSV

della Città Metropolitana di Venezia

Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Venezia

I Centri di Servizio per il Volontariato sono stati istituiti dalla Legge quadro sul Volontariato (266/1991) con lo scopo di promuovere, qualificare e sostenere la cultura del volontariato e le iniziative di solidarietà sul territorio, offrendo servizi gratuiti alle Organizzazioni di Volontariato.

Il Consiglio Direttivo
L’organizzazione del Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Venezia affidata ad un Consiglio Direttivo che dura in carica tre anni ed è composto da sette membri:

  • il Presidente dell’Ente Gestore
  • gli altri nominati dal Coordinamento delle Associazioni di Volontariato
  • uno nominato dal Comitato di Gestione

I principali compiti del Consiglio Direttivo:

  • coordinare e gestire il CSV attuando il programma di gestione e le deliberazioni dell’assemblea
  • approvare il bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo, nonché le relazioni accompagnatorie del centro
  • determina le modalità di liquidazione delle spese per la gestione del CSV in conformità alle delibere approvate
  • valutare i progetti presentati dalle Organizzazioni di Volontariato

ORGANI SOCIALI

  • Giorgio Brunello
    (Avis Regionale Veneto) – Presidente
  • Clara Urlando
    (Associazione Alzheimer Venezia) – Vicepresidente
  • Ivo Tomaello
    (Coordinamento Provinciale Anteas Venezia) – Segretario e Tesoriere
  • Ferruccio Pontini
    (Auser Provinciale Venezia) – Consigliere
  • Edmondo Piazzi
    (Insieme per la Vita) – Consigliere
  • Rita Zanutel
    (ACAT Portogruarese) – Consigliera
  • Francesco Mozzato
    Consigliere nominato dal Co.Ge.
  • Giorgio Isotti
    Consigliere nominato dal Co.Ge.
  • Luca Carraro
    Consigliere nominato dalle Associazioni di Volontariato
COSA FACCIAMO

Il coordinamento delle associazioni di volontariato della città metropolitana (CAVV), ente gestore del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) della Città Metropolitana di Venezia è un’agenzia di sviluppo del territorio che facilita e promuove la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore attraverso iniziative, progetti ed eventi. Opera a servizio della cittadinanza e degli enti del Terzo settore, con particolare riferimento alle Organizzazioni di Volontariato, attraverso l’erogazione di servizi di co-progettazione, consulenza, formazione, informazione e supporto tecnico e logistico qualificati.

Il CSV di Venezia struttura e contestualizza i propri servizi adattandoli ai i bisogni del territorio attraverso un ascolto costante del mondo del volontariato e della comunità.

PROMOZIONE VOLONTARIATO

favorire la circolazione delle informazioni, delle notizie e dei dati sulle attività di volontariato del territorio regionale, nazionale e comunitario.

CONSULENZA

Progettualità: promuovere azioni per la crescita e il rafforzamento della cultura della solidarietà.

FORMAZIONE

Progettualità: promuovere azioni per la crescita e il rafforzamento della cultura della solidarietà.

ORGANIZZAZIONE DI CONVEGNI, SEMINARI E CORSI

Progettualità: promuovere azioni per la crescita e il rafforzamento della cultura della solidarietà.

PANORAMICA

INFORMAZIONE

favorire la circolazione delle informazioni, delle notizie e dei dati sulle attività di volontariato del territorio regionale, nazionale e comunitario.

PROMOZIONE

promuovere azioni per la crescita e il rafforzamento della cultura della solidarietà.

PROGETTUALITA'

Contribuire all'attuazione dei progetti promossi dalle Organizzazioni di Volontariato del territorio.

CONSULENZA

offrire assistenza qualificata e consulenza alle Organizzazioni di Volontariato nella pianificazione e realizzazione della propria attività.

FORMAZIONE

attivare e promuovere le iniziative di formazione e qualificazione dei volontari in risposta ai loro bisogni.

COPROGETTAZIONE

attivare e promuovere le iniziative di formazione e qualificazione dei volontari in risposta ai loro bisogni.

Lo Staff del CSV della Città Metropolitana di Venezia

Ketty Poles

Direttrice

Lara Frison

Segreteria & Amministrazione

Marta Nicora

Orientamento & Accompagnamento

Laura De Riz

Progettazione sociale & Svilippo organizzativo

Claudia Pandolfo

Progettazione sociale & Svilippo organizzativo

Elisabetta Ng Yuin Fong

Contabilità

Elena D'Argenio

Servizi Giuridici & Legali

Alessandro Fontana

Promozione & Comunicazione

IL REGOLAMENTO

Il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Venezia nel corso del 2010 ha realizzato il Regolamento dei Servizi: un utile strumento di guida dei servizi proposti alle Associazioni di Volontariato.

Il Regolamento dei Servizi, oltre a garantire la qualità dei servizi offerti, rappresenta inoltre un importante strumento di comunicazione tra il Centro di Servizio e tutti i soggetti interessati.

I risultati effettivamente conseguiti  trovano riscontro nella Relazione sociale del Centro di Servizio, che contiene i dati dell’azione sociale svolta sul proprio territorio.

La Carta dei Valori del Volontariato nasce nel 2001 da una riflessione nazionale a cui hanno partecipato numerosissime organizzazioni, coadiuvate da esperti e studiosi.
La Carta, attraverso un enunciato di 24 punti, descrive l’identità e le finalità comuni del volontariato italiano, ne afferma la preziosa testimonianza e ne ribadisce il carattere solidale.
La Carta si compone di tre sezioni: la prima raccoglie i principi fondanti, la seconda è dedicata ai volontari e la terza riserva l’attenzione alle organizzazioni di volontariato.

“I valori del volontariato e del CSV di Venezia come tanti piccoli sassi, uno sopra l’altro, per edificare un futuro e un mondo migliore”

1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni.
2. I volontari esplicano la loro azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate; pur attingendo, quanto a motivazioni, a radici culturali e/o religiose diverse, essi hanno in comune la passione per la causa degli essere umani e per la costruzione di un mondo migliore.
3. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’”avere” e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano della abilità relazionali.
4. Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni, espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro. Al centro del suo agire ci sono le persone considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono. Pertanto considera ogni persona titolare di diritti di cittadinanza, promuove la conoscenza degli stessi e ne tutela l’esercizio concreto e consapevole, favorendo la partecipazione di tutti allo sviluppo civile della società.
5. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazioni dell’uomo solidale e di cittadini responsabili. Propone a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze tanto dei problemi locali quando di quelli globali e, attraverso la partecipazione, di portare un contributo al cambiamento sociale. In tal modo il volontario produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni concorrendo ad accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto in cui opera.
6. Il volontario è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: opera per la crescita della comunità locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado. Solidale è ogni azione che consente la fruizione dei diritto, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio. Nel volontariato la solidarietà si fonda sulla giustizia.
7. Il volontario è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni. Non si ferma all’opera denuncia ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile.
8. Il volontariato ha una funzione culturale ponendosi come coscienza critica e punto di diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotore, innanzitutto con la propria testimonianza, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale. Si impegna perché tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle istituzioni.
9. Il volontario svolge un ruolo politico: partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto cone le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone.

10. I volontari sono chiamati a vivere la propria esperienza in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. La dimensione dell’essere è per il volontario ancora più importante di quella del fare.
11. I volontari nell’esercitare il diritto-dovere di cittadinanza costituiscono un patrimonio da promuovere e da valorizzare, sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni che li impegnano. Pertanto esse devono rispettarne lo spirito, le modalità operative, l’autonomia organizzativa e la creatività.
12. I volontari sono tenuti a conoscere fini, obiettivi, struttura e programmi dell’organismo in cui operano e partecipano, seconodo le loro possibilità, alla vita e alla gestione di questo nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle responsabilità.
13. I volontari svolgono i loro compiti con competenza, resposabilità, valorizzazione del lavoro di équipe e accettazione della verifica costante del proprio operato. Essi garantiscono, nei limiti della propria disponibilità, contuinità di impegno e portano a compimento le azioni intraprese.
14. I volontari si impegnano a formarsi con costanza e serietà, consapevoli delle responsabilità che si assumono soprattutto nei confronti dei destinatari diretti dei lo interventi. Essi ricevono dall’organizzazione in cui operano il sostegno e la formazione necessaria per la loro crescita e per l‘attuazione dei compiti di cui sono responsabili.
15. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la dignità delle persone che incontrano e si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza. Nella relazione di aiuto essi attuano un accompagnamento riservato e discreto, non impositivo, reciprocamente arricchente, disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo condizionare o sostituirvisi. I volontari valorizzano la capacità di ciascuno di essere attivo e responsabile protagonista della propria storia.
16. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un “camminare insieme” con altre competenze e profili professionali in un rapporto di complementarietà e di mutua collaborazione. Essi costituiscono una risorsa valoriale nella misura in cui rafforzano le motivazioni ideali, le capacità relazionali e il legame al territorio dell’organizzazione in cui operano.
17. I volontari ricevono dall’organismo di appartenenza o dall’Ente in cui prestano servizio copertura assicurativa per i danni che subiscono e per quelli economici e morali che potrebbero causare a terzi nello svolgimento della loro attività di volontariato. Per il principio della gratuità i volontari possono richiedere e ottenere esclusivamente il rimborso delle spese realmente sostenute per l’attività di volontariato svolta.

18. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi fondanti della partecipazione democratica promuovendo e valorizzando il contributo ideale e operativo di ogni aderente. E’ compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei volontari attraverso un lavoro di inserimento, affiancamento e una costante sttività di sostegno e supervisione.
19. Le organizzazioni di volontariato perseguono l’innovazione socio-culturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Pertanto propongono idee e progetti, rischiando e sperimentando interventi per conto della comunità in cui operano. Evitano in ogni caso di produrre percorsi separati e segreganti e operano per il miglioramento dei servizi per tutti.
20. Le organizzazioni di volontariato collaborano con le realtà e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, mettendo in comune le risorse, valorizzando le competenze e condividendo gli obiettivi. Promuovono connessioni e alleanze con altri organismi e partecipano a coordinamenti e consulte per elaborare strategie, linee di intervento e proposte socio-culturali. Evitano altresì di farsi carico della gestione stabile di servizi che altri soggetti possono realizzare meglio.
21. Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso ruolo politico e di impegno civico anche partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico. Non si prestano ad una delega passiva che chieda di nascondere o allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto.
22. Le organizzazioni di volontariato devono principalmente il loro sviluppo e la qualità del loro intervento alla capacità di coinvolgere e formare nuove presenze, comprese quelle di alto profilo professionale. La formazione accompagna l’intero percorso dei volontari e ne sostiene costantemente l’azione, aiutandoli a maturare le proprie motivazioni, fornendo strumenti per la conoscenza delle cause dell’ingiustizia sociale e dei problemi del territorio, attrezzandoli di competenze specifiche per il lavoro e la valutazione dei risultati.
23. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare propria una cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l’opinione pubblica e favoriscano la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando – dove è possibile – la rete informatica per migliorare l’accesso alle informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché informino in modo corretto ed esaustivo sui tei sociali e culturali di cui si occupano.
24. Le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e particolarmente nella raccolta e nell’uso corretto dei fondi e nella formazione dei bilanci. Sono disponibili a sottoporsi a verifica e controllo, anche in relazione all’organizzazione interna. Per esse trasparenza significa apertura all’esterno e disponibilità alla verifica della coerenza tra l’agire quotidiano e i principi enunciati.

Alcuni Numeri

0

Associazioni in contatto

0

Persone Coinvolte

0

Consulenze (anno 2016)

0

Sedi territoriali

TORNA SU